30 settembre 2026 – Italia e Portogallo rafforzano la cooperazione nell'economia marittima con un accordo che punta a mettere in relazione imprese, cluster, ricerca e istituzioni dei due Paesi. A Roma, nella sede della Federazione del Mare a Palazzo Colonna, è stato firmato un Memorandum d'Intesa tra Federazione del Mare, Fórum Oceano e Cluster BIG, nell'ambito della Blue Internationalisation Business Mission della delegazione imprenditoriale portoghese in Italia. Yarix_CS_Evento Confitarma
L'intesa definisce un quadro stabile di cooperazione tra gli ecosistemi dell'economia marina e marittima italiana e portoghese, con l'obiettivo di rafforzare competitività, innovazione, internazionalizzazione e sviluppo sostenibile. A sottoscriverla sono stati Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, Rubén Eiras, segretario generale di Fórum Oceano, e Fabrizio Monticelli in rappresentanza di Cluster BIG.
Il perimetro industriale è ampio e comprende tecnologia navale, industria nautica, pesca e acquacoltura, porti e logistica, blue tech ed energie oceaniche rinnovabili. La missione, iniziata a Roma e destinata a proseguire a Genova in occasione del Salone Nautico, nasce per trasformare il rapporto istituzionale tra i due Paesi in opportunità di cooperazione industriale e commerciale tra le rispettive imprese.
Alla sessione romana hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, insieme all'ambasciatore portoghese in Italia Carlos Pereira Marques e a rappresentanti del MAECI, di AICEP, della Camera di Commercio Italiana per il Portogallo e di WestMED. Presenti anche rappresentanti della Marina Militare e del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera.
Per Mattioli la cooperazione fra i due sistemi marittimi deve partire dalle sfide che l'industria sta già affrontando: decarbonizzazione, digitalizzazione, resilienza delle catene di approvvigionamento e competitività delle flotte. Il presidente della Federazione del Mare ha richiamato il lavoro avviato dal 2023 nell'ambito di WestMED e della WestMED Clusters Alliance, indicando alcuni settori nei quali Italia e Portogallo possono sviluppare maggiori sinergie.
«Vedo un enorme potenziale di cooperazione tra i nostri due cluster: nella costruzione e riparazione navale, nelle tecnologie verdi e sostenibili, dove entrambi i nostri Paesi investono pesantemente in carburanti alternativi e nella transizione ecologica delle nostre flotte; nelle infrastrutture portuali e nella logistica, collegando i corridoi Atlantico e Mediterraneo come due metà della stessa rete marittima europea; e nella formazione e nel capitale umano».
Proprio il collegamento fra Atlantico e Mediterraneo costituisce uno degli elementi industriali dell'accordo. Il Portogallo mette a disposizione la propria proiezione atlantica e un sistema consolidato di collaborazione fra attori pubblici e privati, ricerca, industria, porti e territorio; l'Italia porta una filiera marittima che comprende cantieristica, armamento, portualità, nautica, logistica e tecnologie legate al mare.
Rubén Eiras ha indicato nella creazione di partnership industriali uno degli sbocchi della cooperazione: «Le aziende portoghesi e italiane possono costituire consorzi capaci di unire capacità industriale, innovazione, competenze locali e reti internazionali». Secondo il segretario generale di Fórum Oceano, i cluster possono operare da ponte fra imprese, istituzioni e territori, mettendo in relazione «il Portogallo atlantico e l'Italia mediterranea».
Nel confronto è entrato anche il dossier della competitività dello shipping europeo. Urso ha richiamato le possibili aree di collaborazione fra i due Paesi, dalla cantieristica alla nautica, dalla subacquea ai cavi sottomarini, citando anche la collaborazione tra Fincantieri e la Marina portoghese sulle fregate FREMM.
Il ministro ha poi riportato l'attenzione sulla regolamentazione ambientale europea applicata al trasporto marittimo: «È assolutamente necessario rivedere il meccanismo degli ETS anche per l'industria marittima. Su questo fronte, l'azione promossa dal Governo italiano ha trovato spesso il Portogallo al proprio fianco».
Musumeci ha invece sottolineato la complementarità geografica tra i due Paesi e la disponibilità del governo italiano a sostenere iniziative rivolte allo scambio di conoscenze, alla cooperazione e alla condivisione di competenze.
«Siamo infatti convinti che dal mare e sul mare Portogallo e Italia – e, in un contesto più ampio, gli Stati membri dell'Unione europea – possano costruire insieme un futuro ricco di opportunità».
La missione prosegue ora a Genova, dove la delegazione portoghese sarà presente al Salone Nautico. L'attività coinvolge anche AICEP, che sostiene l'internazionalizzazione delle imprese portoghesi e gli investimenti italiani in Portogallo, e gli strumenti di cooperazione WestMED. Nel corso dell'incontro è stata inoltre richiamata la possibilità di utilizzare programmi transnazionali come Euro-MED e Next-MED per sviluppare progetti nati dalla collaborazione fra i due ecosistemi marittimi.






