La piattaforma concentra le richieste su tre assi – salario, tutele e partecipazione – articolandoli in tredici punti. Tra le priorità indicate dai sindacati figurano il recupero del potere d'acquisto, la continuità occupazionale e il contrasto al dumping contrattuale.
Una parte significativa riguarda le trasformazioni che stanno attraversando lo shipping. I sindacati chiedono un maggiore coinvolgimento nella gestione dei cambiamenti tecnologici e introducono tra le proposte la Stop Work Authority, cioè la possibilità per il lavoratore di interrompere un'attività considerata non sicura senza subire conseguenze.
Entrano nella piattaforma anche welfare, previdenza complementare, ricambio generazionale, contrasto alle aggressioni e richiesta di riconoscimento del lavoro marittimo come usurante.
Il negoziato arriva in una fase nella quale l'industria armatoriale deve confrontarsi contemporaneamente con transizione energetica, digitalizzazione delle flotte, carenza di alcune professionalità e crescente competizione internazionale sul costo del lavoro.
Il rinnovo del contratto diventa così anche uno dei passaggi attraverso i quali misurare la capacità dello shipping italiano di mantenere competenze e occupazione marittima senza perdere competitività.






