Su 93.079 unità ispezionate, 9.645 hanno presentato carenze, pari al 10,36% del totale.
Le irregolarità riscontrate non riguardano un solo aspetto. Tra i problemi segnalati figurano documentazione non corretta, errori nella marcatura e nell'etichettatura, imballaggio inadeguato e insufficiente fissaggio del carico.
Difetti che possono tradursi in danni alle merci ma, nei casi più gravi, anche nella perdita di container in mare o nell'aumento del rischio di incendio a bordo.
I dati consolidati dal WSC provengono dalle informazioni trasmesse all'International Maritime Organization da Cile, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Corea del Sud, Svezia e Stati Uniti.
Il campione riguarda naturalmente unità sottoposte a controllo e non può essere automaticamente esteso all'intero universo dei container movimentati ogni anno. Resta però significativo il fatto che oltre il 10% delle unità verificate presenti almeno una carenza.
Con flotte sempre più grandi e migliaia di container movimentati durante una singola port call, dichiarazione corretta, stivaggio e fissaggio del carico restano elementi fondamentali della sicurezza lungo tutta la catena.






