4 giugno 2026 - «Dopo anni di annunci è finalmente partito l’iter parlamentare per la modifica della legge 84/94 sulle Autorità di Sistema Portuale. In realtà, più che una vera riforma organica, si tratta di una serie di interventi finalizzati soprattutto alla realizzazione delle opere infrastrutturali».
Lo dichiara Pasquale
Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio,
commentando il disegno di legge sulla governance portuale alla luce
dell’analisi svolta dalla Giunta confederale di Conftrasporto.
«La Giunta di
Conftrasporto – prosegue Russo – ha preso atto che il disegno di legge ruota
attorno alla costituenda società “Porti di Italia S.p.A.”. Pur condividendo
l’obiettivo di rafforzare il coordinamento strategico del sistema portuale,
emergono evidenti criticità operative, finanziarie e di coerenza normativa, a
partire dai profili di natura costituzionale, che rischiano di vanificare lo
sforzo del Governo, peraltro avviato a pochi mesi dalla conclusione della
legislatura. Destano perplessità la scelta della forma societaria della S.p.A.
per esercitare funzioni di governance e realizzazione delle opere, gli
strumenti finanziari previsti e il perimetro operativo attribuito alla nuova
società, che rischia di sovrapporsi alle competenze già esercitate, ad esempio,
dalle Autorità di Sistema Portuale, dal MIT e dall’ART, con il conseguente
aumento degli oneri a carico delle imprese. A ciò si aggiunge il mancato
rispetto della competenza concorrente delle Regioni in materia portuale»,
continua il presidente di Conftrasporto.
«Auspichiamo che già
dalle prossime audizioni parlamentari vi sia la disponibilità ad ascoltare le
istanze degli operatori e ad apportare i necessari correttivi al testo
proposto. Dopo mesi di mancato confronto, il Parlamento resta l’unico soggetto
titolato ad affrontare concretamente il tema. Il rischio, altrimenti, non è
ottenere un maggiore coordinamento del sistema portuale, obiettivo
condivisibile, ma produrre nuovi costi per le imprese e un ulteriore
appesantimento burocratico», conclude Pasquale Russo.


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