«Abbiamo solo sei anni per fare una rivoluzione nelle merci su strada». È quanto ha affermato il presidente del Freight Leaders Council - FLC, Antonio Malvestio, intervenendo al convegno «Intermodability™ - Il largo consumo prende il treno» che si è svolto il 15 aprile scorso a Milano davanti a oltre 240 rappresentanti delle imprese del largo
consumo e delle aziende del ferroviario. Al centro dell’evento, la presentazione, da parte di GS1 Italy/Indicod-Ecr dei risultati del progetto «Intermodability™» attivato in ambito Ecr Italia per esplorare il tema del trasporto intermodale, mettendo a confronto le esigenze della filiera del largo consumo e le dinamiche del mondo ferroviario. Secondo le stime scaturite dal progetto il trasporto intermodale strada-rotaia è una alternativa sostenibile al modello all road, essendo possibile trasferire dalla strada alla ferrovia il 30% dei viaggi del largo consumo, con il 30% di riduzione delle emissioni di CO2.
Durante il suo intervento, il presidente di FLC, Malvestio ha sostenuto che «mentre l’Unione Europea chiede di ridurre la produzione di CO2 entro il 2020, il trasporto merci e persone ha un trend opposto. Per invertire questa tendenza è possibile scegliere mezzi e sistemi di trasporto meno inquinanti e aumentare il riempimento dei mezzi. Far viaggiare i beni di largo consumo su rotaia invece che su strada», ha affermato Malvestio, «rappresenta una reale possibilità: le aziende sono fermamente convinte ed intenzionate a mettere in pratica il progetto: certamente sarebbero utili degli incentivi governativi che aiuterebbero ad accelerarlo.
Le aziende riunite al tavolo Ecr stanno già infatti lavorando per trovare soluzioni collaborative per ottimizzare i carichi di trasporto sui mezzi». Il presidente del Freight Leaders Council ha poi ribadito la validità del principio «chi più inquina, più paga», ricordando che è vero che «occorre tassare di più chi non intraprende misure necessarie a limitare le emissioni di CO2», ma è altrettanto vero che
«chi investe deve avere certezze per programmare gli ammortamenti, ma deve sapere che avrà un vantaggio che diminuirà nel tempo» ed ha portato alcuni esempi di incentivi: «pagare il bollo non secondo la potenza, ma secondo la produzione di CO2; rimborsare le accise all’autotrasporto secondo la classe Euro, decrescente nel tempo; favorire l’intermodalità sostenendo le start-up che si occupano di portare nuovi volumi alla ferrovia o al mare».
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