Il mercato delle nuove costruzioni navali continua a mostrare interesse per la propulsione con combustibili alternativi. Secondo i dati DNV riportati negli aggiornamenti del settore, gli ordini di nuove unità predisposte per questi carburanti sono aumentati del 57% nel 2026.
La crescita evidenzia l’orientamento di una parte dell’industria armatoriale verso tecnologie differenti dalla propulsione convenzionale. L’aumento delle navi ordinate non corrisponde però automaticamente a una disponibilità equivalente di infrastrutture portuali per il rifornimento. Lloyd’s Register ha richiamato l’attenzione sul divario tra la crescita delle flotte e lo sviluppo delle infrastrutture necessarie.
La transizione richiede coordinamento tra armatori, cantieri, produttori di carburanti, terminal e autorità portuali. Per gli scali commerciali, la disponibilità di bunkeraggio adeguato potrà diventare un fattore competitivo nella scelta dei porti.







