17 ottobre 2026 – La sostenibilità continua a influenzare le scelte di acquisto, ma cresce la diffidenza verso il modo in cui le aziende comunicano i propri impegni ambientali. È quanto emerge da una rilevazione presentata a Roma durante la quarta edizione di Adnkronos Q&A, dedicata alle nuove parole chiave dello sviluppo sostenibile.
L'indagine è stata condotta su circa 2.600 rispondenti tra gli utenti del sito e dei canali social di Adnkronos. Si tratta di un campione non statistico: i risultati descrivono quindi le opinioni dei partecipanti e non possono essere considerati rappresentativi dell'intera popolazione italiana.
Il dato più evidente riguarda la comunicazione aziendale. Il 94% dei rispondenti la giudica insufficiente: il 53% ritiene che vi sia troppo greenwashing, mentre il 41% chiede maggiore attenzione e chiarezza. Soltanto il 6% valuta positivamente il modo in cui le imprese raccontano la sostenibilità.
Quando viene chiesto quali elementi rendano credibile un'azienda, il 66% indica la disponibilità di dati verificabili e il 30% la coerenza dei comportamenti. La reputazione, da sola, viene considerata sufficiente appena dal 4% dei partecipanti.
La sostenibilità mantiene comunque un peso nelle decisioni commerciali. Il 54% si dichiara più propenso ad acquistare prodotti di un'impresa che si presenta come sostenibile, mentre il 46% considera questo elemento irrilevante.
Più critico il giudizio sulle politiche europee. Il 50% dei rispondenti ritiene che il Green Deal debba essere eliminato, il 29% chiede di modificarlo e il 21% lo considera una priorità.
Anche il mercato dell'auto elettrica mostra resistenze. Il 62% dei partecipanti dichiara di non voler acquistare un veicolo elettrico, indicando in egual misura il prezzo elevato e le difficoltà di ricarica. Il 29% prenderebbe in considerazione l'acquisto a condizioni economiche differenti, mentre il 9% lo ritiene già conveniente.
Nel corso dell'incontro sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, della politica e delle imprese. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha ribadito la richiesta di rendere strutturali gli strumenti di Transizione 5.0, ampliandone l'applicazione anche a software e servizi cloud.
Enrico Giovannini, direttore scientifico di ASviS, ha richiamato l'attenzione sul peggioramento di diversi indicatori italiani relativi agli obiettivi di sviluppo sostenibile, sollecitando un rafforzamento delle politiche di adattamento climatico.
Il confronto ha evidenziato posizioni differenti sugli strumenti della transizione energetica e sulle politiche europee, ma anche un tema comune per il mondo produttivo: la necessità di accompagnare gli impegni ambientali con risultati misurabili e informazioni verificabili.
Per le imprese della logistica e dei trasporti, chiamate a investire in nuovi mezzi, infrastrutture e processi a minore impatto ambientale, la credibilità della comunicazione passa sempre più attraverso dati concreti sulle prestazioni e sugli investimenti effettivamente realizzati.







