17 ottobre 2026 – Il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri torna a perdere terreno. A settembre sono state immatricolate 15.737 unità, il 6,9% in meno rispetto alle 16.899 dello stesso mese del 2025. Il dato diffuso da UNRAE interrompe il recupero registrato ad agosto, sostenuto dall'avvio degli incentivi.
Il bilancio dei primi nove mesi conferma la debolezza della domanda: 134.885 immatricolazioni contro le 141.641 del corrispondente periodo dello scorso anno, con una contrazione del 4,8%.
Anche la diffusione dei veicoli completamente elettrici mostra segnali di rallentamento. A settembre la quota dei BEV si è attestata al 5,3%, contro il 5,7% di un anno prima e il 7% raggiunto ad agosto. Nel cumulato gennaio-settembre l'elettrico puro rappresenta il 3,9% del mercato, in diminuzione rispetto al 4,5% del 2025.
Il diesel resta nettamente prevalente, con il 75,2% delle immatricolazioni mensili e il 77,7% nei primi nove mesi. Crescono invece i veicoli ibridi, che a settembre raggiungono il 13,1% del totale.
La flessione interessa in particolare il noleggio a lungo termine, che registra una diminuzione delle immatricolazioni superiore al 30% e scende al 31,9% del mercato mensile. In controtendenza le autoimmatricolazioni e il noleggio a breve termine.
Secondo UNRAE, il ricorso a incentivi temporanei non è sufficiente a determinare una crescita stabile della domanda di mezzi a basse emissioni.
«Si conferma ancora una volta come misure una tantum a rapido esaurimento non siano sufficienti a imprimere una traiettoria di crescita stabile», ha dichiarato il presidente Roberto Pietrantonio.
L'associazione chiede interventi strutturali sulle infrastrutture di ricarica e sul costo dell'energia, proponendo anche un credito d'imposta del 50% per gli investimenti privati in colonnine ad alta potenza, superiori a 70 kW, nel triennio 2027-2029.
Sul fronte europeo, UNRAE sollecita una revisione degli obiettivi di riduzione della CO₂ per i veicoli commerciali leggeri. La proposta dell'associazione è di fissare il target al 35% nel 2030, rispetto ai valori del 2021, e all'80% nel 2035, in luogo degli obiettivi attualmente previsti del 50% e del 100%.
Le emissioni medie ponderate dei veicoli immatricolati nei primi nove mesi del 2026 si attestano a 183,5 grammi di CO₂ per chilometro, contro i 184,1 grammi dello stesso periodo del 2025.
Il rallentamento del mercato interessa direttamente il rinnovo delle flotte utilizzate nella distribuzione urbana, nei servizi commerciali e nella logistica dell'ultimo miglio, comparti nei quali il costo dei mezzi e la disponibilità di infrastrutture di ricarica continuano a condizionare le scelte di investimento.







