29 ottobre 2026 - I porti italiani sono in profonda evoluzione per effetto della digitalizzazione e della transizione green, ma è sempre più difficile trovare le competenze necessarie per accompagnare questa trasformazione. Il settore ha una forza lavoro quasi solo maschile (l'86% degli occupati è composto da uomini), con livelli di istruzione medio-bassi (4 su 10 hanno la licenza media) e un’età media avanzata: un terzo di lavoratori ha tra i 45 e 54 anni e appena uno su cinque meno di 35. Alla necessità di ricambio generazionale si accompagna quella di adeguate skill per ricoprire ruoli in costante evoluzione, ma le aziende hanno forti difficoltà nel reperire del personale, sia tra le figure tecniche specializzate che tra gli operatori dei mezzi di trasporto.
Fino al caso limite dei tecnici dell'organizzazione del traffico portuale, per cui si registra un tasso di difficoltà di reperimento del 100% rispetto alle assunzioni previste: sul mercato, cioè, sono totalmente assenti candidati con una preparazione adeguata alle mansioni richieste. Ma è molto difficile assumere anche vigili del fuoco (62% di difficoltà di reperimento), spedizionieri e tecnici della distribuzione (61%), ingegneri industriali e gestionali (60%), autisti di mezzi pesanti e camion (56,7%), conduttori di barche e battelli (50,5%).
È la fotografia del settore che emerge dalla ricerca di Randstad Research “Il capitale umano nel settore portuale italiano: struttura, demografia e fabbisogni di competenze per il futuro”, che è stata presentata oggi/ieri a Blue Connect, l’iniziativa ideata da Clickutility Team e realizzata con il supporto di Randstad Italia, per mettere in collegamento i professionisti della Blue Economy con gli studenti, organizzata durante la Naples Shipping Week 2026.
L’indagine ha analizzato il capitale umano e le dinamiche del mercato del lavoro basandosi su 13 profili chiave emersi dalla mappatura del settore: comandanti e ufficiali di bordo, tecnici dell'organizzazione del traffico portuale, spedizionieri e tecnici della distribuzione, addetti alla gestione dei magazzini, addetti alla gestione amministrativa dei trasporti merci, vigili del fuoco, conduttori di mezzi pesanti e camion, conduttori di carrelli elevatori, marinai di coperta, conduttori di caldaie, conduttori di barche e battelli a motore, facchini, addetti allo spostamento merci.
“Il settore portuale sta attraversando una fase di profonda trasformazione per la convergenza tra transizione digitale e ecologica, tra evoluzione dei modelli operativi di banchina, automazione dei processi, integrazione delle catene di fornitura e obiettivi di decarbonizzazione - afferma Antonio Lampugnani, Associate Director, Randstad Operational Intempo -. E questo ha un profondo impatto sul lavoro: impone un aggiornamento costante delle competenze e modifica le caratteristiche degli stessi profili, in un settore caratterizzato da un profondo squilibrio strutturale tra gli occupati e evidenti criticità nel reperimento del personale da, a causa di un grave mismatch di competenze”.







