30 ottobre 2026 – «La transizione energetica è un percorso imprescindibile, ma il quadro regolatorio deve accompagnarla senza introdurre distorsioni competitive che rischiano di penalizzare gli operatori chiamati a investire per ridurre le emissioni». Lo ha dichiarato Matteo Catani, CEO di GNV, intervenendo al panel “La voce degli armatori” nell’ambito della Naples Shipping Week, soffermandosi sull’impatto dell’Emission Trading System (ETS) sul trasporto marittimo.
«Per un operatore come GNV, il costo dell’energia incide significativamente sulla struttura dei costi. Sebbene in teoria gli oneri dell’ETS possano essere trasferiti lungo la filiera fino al consumatore finale, la concorrenza con altre modalità di trasporto soggette a regimi differenti rende questo passaggio complesso, con il rischio di alterare le scelte modali e di ridurre le risorse disponibili per gli investimenti».
Una criticità riguarda il disallineamento tra l’applicazione dell’ETS al trasporto marittimo, avviata nel 2024, e l’introduzione dell’ETS2 per il trasporto stradale, prevista dal 2028. «Il rischio è che le merci tornino sulla strada non per una maggiore efficienza industriale, ma per un vantaggio determinato dalle regole. Un effetto paradossale, soprattutto per le autostrade del mare, che rappresentano uno strumento fondamentale per ridurre il traffico stradale e le emissioni».
Catani richiama inoltre il rischio di uno spostamento dei traffici verso porti extraeuropei, non soggetti a obblighi equivalenti, e la necessità di rivedere i criteri di esenzione per i collegamenti insulari, considerando non soltanto il numero degli abitanti, ma anche le condizioni socioeconomiche dei territori.
«Non mettiamo in discussione gli obiettivi di decarbonizzazione: chiediamo correttivi che garantiscano condizioni concorrenziali equilibrate e consentano di trasformare quegli obiettivi in investimenti, innovazione e riduzione reale delle emissioni. Altrimenti rischiamo di indebolire proprio il settore che può contribuire concretamente alla transizione».
Flotta, digitalizzazione e carburanti alternativi: la strategia di GNV per il futuro
Guardando alle prospettive del settore, Catani individua nel Mediterraneo occidentale un’area ricca di opportunità, anche grazie allo sviluppo degli scambi internazionali e del nearshoring verso il Nord Africa.
«La nostra strategia industriale si fonda sul rinnovo della flotta e sulla digitalizzazione. GNV ha avviato un piano di investimenti da circa 1,3 miliardi di euro per otto nuove navi, caratterizzate da una capacità di trasporto quasi doppia rispetto alla generazione precedente e da una riduzione di consumi ed emissioni di circa il 50%. Le prime quattro unità sono già state consegnate, mentre le successive entreranno in flotta a partire dalla fine del 2027».







