3 marzo 2026 - Si è aperta oggi, dall’Auditorium di Assolombarda a Milano, la 10a edizione di Shipping, Forwarding& Logistics meet Industry (SMI26), l’evento dedicato alla logistica e alla supply chain italiana ed internazionale. Il presidente di Assolombarda Alvise Biffi ha aperto i lavori e ha dichiarato: «Nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del +4,1%, trainato in particolare dal settore tecnologico, ma il Fondo Monetario Internazionale prevede un rallentamento al +2,6%. A questo si aggiunge la preoccupazione per le tensioni in Medio Oriente, un rischio concreto per la stabilità globale: l’interscambio delle imprese di Assolombarda con i Paesi coinvolti nel conflitto vale circa 5 miliardi di interscambio commerciale, un’esposizione rilevante che rende evidente quanto la crisi possa avere ricadute dirette sul nostro sistema produttivo. Il rischio di una chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale, comporta un rialzo delle quotazioni di petrolio e gas naturale, con la possibilità di generare un nuovo shock energetico. Un fattore particolarmente critico per un Paese trasformatore come l’Italia». «In questo scenario infrastrutture e trasporti - ha continuato Biffi - sono un asset di politica industriale. Il nostro territorio è uno snodo strategico tra Mediterraneo ed Europa centrale e per questo serve potenziare i collegamenti verso i porti e il nord Europa, sostenere l’intermodalità e garantire tempi certi e stabilità regolatoria».
In apertura è
intervenuto anche Paolo Guidi, presidente di Assologistica che ha dichiarato:
«Come Associazione vogliamo consolidare il posizionamento dell’Italia nel
mercato internazionale, valorizzando la sua naturale centralità nel
Mediterraneo. Per questo abbiamo istituito una delega specifica ai rapporti
internazionali e all’internazionalizzazione, con il compito di promuovere
all’estero il sistema logistico nazionale» - ha continuato Guidi «Oggi l’Italia
presenta flussi logistici sbilanciati: esportiamo più di quanto importiamo,
valore importantissimo legato al Made In Italy, però questo genera a livello
logistico dei costi e inefficienze. Nel trasporto marittimo, ad esempio, i
container partono pieni ma devono rientrare anche vuoti, con un impatto
economico rilevante. Dobbiamo lavorare affinché il nostro Paese diventi sempre
più porta d’ingresso per l’Europa così da riequilibrare i flussi e ottimizzare
i costi logistici».
Ha concluso il presidente Guidi: «A questo
quadro si aggiunge la crisi nel Mar Rosso che ora causerà delle interruzioni ed
ulteriore allungamenti dei tempi di navigazione. Le ripercussioni per l’Italia,
come per altri paesi del mediterraneo sono nel breve periodo evidenti e alcune
aree, in particolare l’Adriatico, rischiano rallentamenti temporanei
significativi. È necessario organizzarsi con rapidità per gestire l’urgenza e
individuare soluzioni in grado di mitigare l’impatto su imprese e catene di
approvvigionamento».


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