11 marzo 2020 - Era la fine di gennaio quando il settore turistico alberghiero ha vissuto quella che oggi è definita una situazione di fermo assoluto su tutto il territorio nazionale costringendo moltissime aziende a chiudere per la totale assenza di ospiti.
Pur avendo apprezzato la tempestività del Governo che sin dal principio ha adottato misure per le imprese del settore, oggi Confindustria Alberghi affronta con ancora più determinazione la questione attraverso una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro Dario Franceschini e al Sottosegretario Lorenza Bonaccorsi.
L’inasprimento della crisi che sta colpendo il settore, e che di fatto ha causato il blocco totale delle attività, impone nuove ed ulteriori risposte alle imprese e ai lavoratori. Dato questo confermato anche dalla recente indagine sugli effetti del Covid-19 per le imprese italiane a cura del Centro Studi di Confindustria che ha descritto chiaramente le criticità del turismo e gli effetti negativi dichiarati dal 98,6% degli albergatori che, nel giro di pochi giorni, hanno assistito ad un vero e proprio blocco delle prenotazioni.
Due le linee di intervento richieste e sulle quali l’Associazione pone massima attenzione con misure finalizzate alla continuità aziendale e la tutela del patrimonio di risorse umane e competenze senza tralasciare la necessità di individuare, non appena l’emergenza sarà rientrata, una strategia di rilancio per il comparto e l’economia nazionale.
È stato infatti sottolineato al Presidente Conte, al Ministro Franceschini e al Sottosegretario Bonaccorsi l’urgente necessità di garantire soluzioni che lascino liquidità di cassa per le aziende e tutela dei lavoratori che operano nel settore.
Nello specifico Confindustria Alberghi ha evidenziato la necessità di estendere la cassa in deroga su tutto il territorio nazionale; ampliare le casistiche; semplificare e velocizzare l’accesso al fondo FIS; potenziare il Fondo di garanzia con facilitazione delle procedure di accesso; adottare misure atte a sostenere una sospensione e dilazione degli affitti, dei termini di pagamento per le utenze, cosi come quella dei versamenti dei tributi erariali e locali o in subordine la rateizzazione degli stessi, senza tralasciare, il riconoscimento in forma di credito d’imposta o altra misura, di un ristoro per le perdite derivanti da cancellazioni per causa di forza maggiore.
CULTURA
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