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Rotterdam, bunker in calo mentre RED III divide i porti europei

Rotterdam, bunker in calo mentre RED III divide i porti europei

23 settembre 2026 – Il bunkeraggio europeo comincia a mostrare quanto una regolamentazione applicata in modo diverso da Paese a Paese possa spostare traffici e competitività tra porti vicini.

Rotterdam ha registrato nel primo trimestre del 2026 circa 1,58 milioni di tonnellate di bunker convenzionale, il livello più basso almeno dal 2010. Nel secondo trimestre le vendite complessive di bunker sono risultate in calo del 26,7% su base annua.

Tra gli elementi indicati dagli operatori c'è l'applicazione non uniforme della direttiva europea RED III sui combustibili rinnovabili.

Paesi geograficamente molto vicini stanno procedendo con tempi e modalità differenti, creando condizioni economiche non omogenee per le compagnie che devono decidere dove rifornire le proprie navi.

Per uno scalo come Rotterdam, che compete direttamente con Anversa-Bruges e con i porti tedeschi del Northern Range, anche una differenza limitata nel costo finale del bunker può incidere sulla scelta del porto.

La questione supera quindi il mercato dei carburanti. Il bunkeraggio genera toccate, servizi, attività per bunker barge, depositi, trader e operatori portuali e rappresenta una componente importante dell'ecosistema dei grandi hub.

Il caso Rotterdam offre una prima indicazione di ciò che il settore teme anche sul piano internazionale: regole ambientali diverse tra giurisdizioni possono produrre deviazioni di traffico invece di una riduzione uniforme delle emissioni.

La transizione energetica dello shipping entra così direttamente nella competizione tra porti europei.



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