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Marina di Carrara, specializzazione e identità portuale

 

Marina di Carrara, specializzazione e identità portuale

24 giugno 2026 – “Specializzazione e identità portuale: Marina di Carrara e la sfida della competitività mediterranea” è il tema che sabato 20 giugno ha riunito operatori e istituzioni in occasione delle celebrazioni del primo decennio di attività nel porto apuano del gruppo di logistica integrata Grendi. Tra i messaggi più significativi emersi, è stata sottolineata l’importanza della cooperazione tra tutti gli operatori del sistema per favorire una crescita condivisa di imprese, territori e comunità, attraverso una solida alleanza tra pubblico e privato. È emersa inoltre la necessità di integrare in modo sempre più efficace le esigenze delle città e dei porti, promuovendo uno sviluppo armonico e sostenibile.

La geopolitica sta ridisegnando rotte, mercati e catene del valore, riportando il Mediterraneo al centro degli equilibri economici globali. Nel nuovo scenario competitivo non saranno protagonisti solo i grandi hub ma anche i porti medi e piccoli possono creare valore se integrati con le filiere produttive, i territori e le reti logistiche. L'efficienza logistica sarà il principale fattore competitivo dei prossimi anni: tempi, connessioni, digitalizzazione e interoperabilità peseranno sempre più della sola dimensione infrastrutturale: queste le principali conclusioni dell’intervento di Alessandro Panaro, capo servizio trasporti e logistica SRM, che ha messo in luce come, a fronte dell’elevato stress delle supply chain globali (blocco dello stretto di Hormutz in primis), evidenza di un sistema globale ancora fragile e volatile, e dei driver politici e regolatori delle diverse aree geografiche sia in atto di riallineamento di rotte e alleanze per l’aumento dei costi di trasporto e assicurativi. Emergono quindi il corridoio Imec che collega l’India all’Europa passando dal Medio Oriente, l’aumento dei treni merci in Cina, la rotta che collega l’Asia orientale al Nord Europa attraverso l’artico (riducendo i tempi di navigazione fino al 40%) e la crescita dei traffici e collegamenti Italia-Nord Africa. I nuovi modelli operativi puntano su navi sempre più grandi (si prevede che entro il 2028 aumentino del 40% le navi sopra i 15.000 TEU), porti sempre più green e smart, maggiore intermodalità ferrovia-mare-strada e più efficienza logistica. 

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