24 giugno 2026 - Dalla survey Richmond- Ipsos Doxa emerge un paradosso critico: meno di 4 manager su 10 integrano la sostenibilità nella strategia di business. A livello globale, il 99% dei leader aziendali riconoscono l’importanza dei valori ESG, ma meno del 15% si sente realmente preparato ad affrontare le principali sfide, esponendo le altre a una potenziale svalutazione del 20% entro il 2030. Al Richmond Sustainability Business Forum, i leader presenti si sono confrontati sulle sfide incontrate sul campo, focalizzandosi su come tradurre i dati in decisioni strategiche immediate. "Il cambiamento inizia quando smettiamo di chiederci il perché e iniziamo a chiederci cosa possiamo fare", commenta Daniele Cassioli, sciatore nautico paralimpico plurimedagliato.
Nonostante la crescente
visibilità globale delle metriche ESG, permane un profondo divario tra la
consapevolezza dell'importanza della sostenibilità e la sua reale implementazione
operativa. A conferma di come questa sfida non sia solo italiana ma sistemica
ci sono i dati del CEO Study 2025, uno dei più ampi studi globali sul sentiment
dei leader d’impresa condotto dallo United Nations Global Compact che rivelano
come, nonostante il 99% dei CEO mondiali dichiari l’intenzione di mantenere o
espandere i propri impegni di sostenibilità, meno del 15% si sente realmente
preparato ad affrontare le principali sfide globali, tra cui la crisi climatica
e l'instabilità delle catene del valore. Questo vuoto decisionale ha
conseguenze dirette sui bilanci: secondo un’analisi del McKinsey Global
Institute, le aziende che non riusciranno a dotarsi di un’infrastruttura dati
per la gestione del rischio climatico entro il 2030 rischiano una svalutazione
degli asset operativi superiore al 20% a causa dell'inadeguatezza ai nuovi
standard di accountability globale.
"Il management deve
abbandonare definitivamente la narrazione di facciata per abbracciare un
modello in cui la sostenibilità funge da vera e propria architettura
competitiva. La sfida cruciale per le imprese moderne è proprio questa:
evolvere verso una gestione capace di governare con estremo rigore la
complessità, i flussi di dati e i rischi operativi, rendendo la sostenibilità
il vero motore del proprio vantaggio competitivo", commenta Claudio
Honegger, co-fondatore e amministratore di Richmond Italia.


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