7 febbraio 2026 – PGE – Pipeline & Gas Expo, la mostra-convegno europea dedicata alle infrastrutture energetiche del midstream, ha concluso oggi la sua seconda giornata di conferenze e seminari. I lavori si sono concentrati sulla transizione energetica, sulle tecnologie trenchless, sulla sicurezza delle pipeline e sulle soluzioni innovative per la progettazione e la gestione delle reti gas del futuro, con il contributo delle principali associazioni di settore e dei maggiori player nazionali e internazionali. Fitto il programma dei lavori. Nel corso del convegno «Tecnologie trenchless e transizione energetica: opportunità strategica per progettare le reti gas del futuro» organizzato da IATT e dedicato al ruolo delle tecnologie trenchless e delle soluzioni No-Dig, il confronto si è concentrato sull’urgenza di adottare soluzioni a basso impatto per la posa e la riqualificazione delle infrastrutture.
«È necessario un
cambiamento di mentalità sulle tecnologie trenchless che, grazie al loro
impatto ridotto, garantiscono massima fruibilità del territorio urbano, senza
creare alcun disservizio alla viabilità della rete stradale e degli spazi
pubblici. – spiega Fabio Potestà, Presidente di Mediapoint & Exhibitions. -
Sarebbe l’ora di evidenziare che la tecnologia No-Dig non è più una novità
tecnologica, ma una soluzione ormai consolidata da più di 30 anni in tutte le
parti del mondo e soprattutto nel Nord Europa: è giunto quindi il momento di
sostenerla senza indugio, anche a livello delle amministrazioni locali, che potrebbero
adottarle, pubblicizzandone l’utilizzo.»
Paola Finocchi,
Segretario Generale dell’Italian Association of Trenchless Technologies ha
parlato dei vantaggi di questo approccio in termini di efficienza e
sostenibilità: «Da oltre 30 anni promuoviamo le tecnologie trenchless per la
posa e il risanamento delle infrastrutture dei sottoservizi, senza scavi o con
minimo impatto a cielo aperto. Studi condotti con enti competenti dimostrano
una riduzione drastica degli impatti socio-ambientali fino all’80%: minori
materie prime, traffico veicolare e conferimenti in discarica. Le aree di
cantiere sono ridotte al minimo, abbattendo l’impatto sulla collettività.
Significativo anche il risparmio energetico, grazie a un uso limitato di
macchinari».


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