7 febbraio 2026 – Lavorare insieme per incrementare la produzione zootecnica e il tasso di autoapprovvigionamento in Italia, mantenendo elevati standard di benessere animale, sostenibilità, qualità delle produzioni per rispondere da un lato alle richieste dei consumatori italiani (che vogliono cibi sani, sicuri e sostenibili sul piano economico e ambientale) e dall’altro per incrementare le esportazioni, alla luce di un trend positivo (l’export agroalimentare nel 2025 ha toccato i 73 miliardi di euro) e di una domanda sempre maggiore di Made in Italy. Queste le linee emerse nel corso degli Stati generali della Zootecnia dal titolo «Unire la filiera per rafforzare Made in Italy e sovranità alimentare», promossi da Assalzoo e Fieragricola nel corso della 117ª rassegna internazionale dell’agricoltura, in corso a Veronafiere.
Un evento che il
presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha salutato come «il cuore di
Fieragricola, che ha da sempre nella zootecnia uno dei grandi pilastri della
manifestazione e che parte dalla mangimistica, elemento centrale non solo per
l’alimentazione, ma anche per gli aspetti legati al benessere animale, alla
qualità delle produzioni, ad una strategia di approccio integrato One Health».
Sempre più Fieragricola «rafforza la propria posizione come punto di
riferimento anche per il dibattito e il confronto tra associazioni di
categoria, filiere produttive e istituzioni per costruire il futuro dell’agricoltura
e della zootecnia».
La mangimistica è, anche
nelle parole di Massimo Zanin, presidente di Assalzoo (l’associazione di
riferimento dell’industria mangimistica in Italia), un settore chiave, grazie a
un «valore aggregato della filiera che arriva a 180 miliardi di euro e vale
l’8% del Pil, coinvolge più di 800mila imprese e impiega 1,5 milioni di
occupati; numeri che meritano una visione strategica», anche perché le filiere
zootecniche, ad eccezione di quelle degli avicoli e delle uova, scontano in
Italia dei deficit di approvvigionamento. «Il settore bovino dipende
dall’estero per il 65% del nostro fabbisogno nazionale, il settore suino
dipende dall’estero per il 40%, il latte per una minima parte ma non è ancora
un comparto completamente autosufficiente, il pesce arriva dall’estero per il
75% del nostro fabbisogno – elenca Zanin –. Abbiamo l’obiettivo di aumentare le
produzioni nazionali, in maniera coerente alle esigenze della società, perché
la crescita della zootecnia non può prescindere da sostenibilità ambientale,
benessere e salute animale».


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