19 gennaio 2026 - Secondo una dichiarazione del Ministero dell'Ambiente e dell'Energia greco, la Grecia e l'Arabia Saudita hanno deciso di formalizzare un fronte comune presso l'Organizzazione marittima internazionale, concordando di coordinare una proposta condivisa sul controverso "Net Zero Framework" per la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dal trasporto marittimo.
L'intesa è stata raggiunta durante i colloqui a Riyadh il 15 gennaio 2026 tra il ministro greco dell'ambiente e dell'energia, Stavros Papastavrou, e il ministro saudita dell'energia, il principe Abdulaziz bin Salman Al Saud; entrambe le parti hanno impegnato i rispettivi ministeri della navigazione e dell'energia a preparare una proposta congiunta prima della scadenza rivista per l'adozione.
Il quadro resta uno dei punti più controversi all'ordine del giorno dell'IMO, dopo che le discussioni sono state sospese per un anno a seguito di una riunione straordinaria del Comitato per la protezione dell'ambiente marino nell'ottobre 2025. I colloqui formali dovrebbero riprendere nel 2026. Il pacchetto in fase di negoziazione combina due pilastri centrali: uno standard globale sui carburanti per uso marittimo e un meccanismo globale di fissazione del prezzo delle emissioni di gas serra.
La decisione della Grecia di allinearsi strettamente all'Arabia Saudita ha attirato l'attenzione all'interno dell'Unione Europea, dove è stato ripetutamente sottolineato il mantenimento di un approccio unificato nei negoziati globali sul clima marittimo. Un portavoce dell'UE ha ribadito che l'obiettivo resta quello di portare il trasporto marittimo internazionale su un percorso di emissioni nette pari a zero entro il 2050 e ha sottolineato la necessità che gli Stati membri dell'UE rimangano allineati nel loro impegno con l'IMO.


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