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Costi bunker e compliance EU ETS per il shipping europeo aumentano
3 gennaio 2026 - Dal primo gennaio 2026 sono entrate in vigore regole di piena compliance per il settore marittimo nell’ambito del sistema di scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea (EU Emissions Trading System), con impatti immediati sui costi del bunker per gli operatori shipping che operano su rotte intra-UE e nei porti dell’Europa. Le nuove disposizioni estendono la copertura al 100 % delle emissioni di CO₂ verificate per tutte le rotte comprese tra porti europei e porti esterni, con quote da acquistare e consegnare proporzionalmente alle emissioni generate bruciando combustibile marino, segnando il completamento della fase di transizione iniziata nel 2024 con coperture parziali del 40 % e 70 % negli anni precedenti. Con l’attuale livello dei prezzi dei titoli di emissione di carbonio e dei carburanti, i costi di conformità EU ETS per tonne di Very Low Sulphur Fuel Oil (VLSFO) sono aumentati sensibilmente, arrivando a rappresentare una componente significativa della spesa bunker complessiva e superando i livelli storici medi, imponendo ai vettori marittimi un ricalcolo strategico dei piani di rotazione, delle scelte di combustibile e delle reti di rifornimento per contenere i costi operativi di lungo raggio. Il passaggio alla phase-in finale del regime ETS europeo impatta non solo sui costi diretti di esercizio ma anche sulle decisioni di programmazione delle rotte e sulla pianificazione dei carburanti alternativi e delle tecnologie di decarbonizzazione, spingendo gli armatori a valutare misure di efficienza energetica, conversioni di asset e strategie di copertura dei prezzi delle quote di emissione. Nell’ambito di questo nuovo quadro regolatorio, la gestione della compliance EU ETS diventa un elemento chiave della governance di rischio dei flussi logistici marittimi verso e dentro i mercati europei, con implicazioni operative, finanziarie e di struttura dei costi nei modelli di pricing delle compagnie di navigazione.
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