4 agosto 2026 - Il turismo via mare supera in Italia la soglia dei 100 milioni di movimenti passeggeri e consolida il ruolo del Paese come principale piattaforma del Mediterraneo per crociere, traghetti e nautica da diporto. Il dato emerge dal primo Rapporto sul Maritime Tourism, che riunisce in un’unica analisi segmenti finora osservati separatamente.
Nel 2025 i porti italiani hanno registrato oltre 100 milioni di movimenti passeggeri, considerando imbarchi, sbarchi e transiti. Per il 2026 le prime indicazioni confermano una nuova crescita, sostenuta soprattutto dalle crociere e dalla mobilità verso le isole.
Nel comparto crocieristico l’Italia si è collocata nel 2025 al secondo posto mondiale dopo gli Stati Uniti e davanti alla Spagna, con circa 15 milioni di passeggeri movimentati. Le previsioni per il 2026 indicano il superamento dei 15,3 milioni, con una crescita del 3,9%, e quasi 6.000 toccate nave.
Civitavecchia resta il principale scalo crocieristico nazionale con circa 3,56 milioni di passeggeri, seguita da Napoli con 1,85 milioni e Genova con 1,63 milioni. I dati mostrano tuttavia anche una progressiva redistribuzione dei traffici verso porti regionali e stagioni diverse dai tradizionali mesi estivi.
Il trasporto su traghetti, aliscafi e catamarani ha movimentato nel 2025 almeno 74,3 milioni di passeggeri, con una crescita del 2,1%. I volumi più elevati si concentrano nei collegamenti con le isole e nei mesi compresi tra maggio e ottobre, ma alcune direttrici stanno evolvendo verso una domanda più distribuita durante l’anno.
Alla componente portuale si aggiunge quella della nautica da diporto. Il sistema italiano dispone di circa 172.000 posti barca, con Liguria, Toscana, Sicilia e Sardegna ai primi posti per capacità ricettiva. L’indagine mette in evidenza anche il ruolo degli scali minori e delle marine attrezzate, capaci di generare ricadute significative sui territori costieri.
La crescita dei passeggeri pone però nuove esigenze. Terminal, collegamenti ferroviari e stradali, servizi urbani e gestione dei flussi devono evolvere insieme per evitare congestioni e trasformare gli arrivi in benefici economici più ampi.
La leadership italiana non dipenderà quindi soltanto dal numero delle navi o dei passeggeri, ma dalla capacità di integrare porti, città, destinazioni turistiche e imprese locali in un unico ecosistema del turismo marittimo.

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