8 maggio 2026 – La portualità italiana torna al centro del confronto europeo partecipando all’Assemblea generale di European Sea Ports Organisation in corso a Danzica, appuntamento chiave per la definizione delle future politiche UE dedicate al settore marittimo-portuale.
La delegazione italiana è guidata da Annalisa Tardino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, presente su incarico del presidente di Assoporti Roberto Petri. Al centro dei lavori figurano le nuove strategie europee su transizione energetica, competitività, sicurezza e resilienza del sistema portuale continentale.
Nel corso dell’assemblea, la segretaria generale di ESPO Isabelle Ryckbost ha illustrato lo stato di avanzamento delle politiche UE e le priorità strategiche dell’organizzazione, mentre sono stati approvati diversi documenti di indirizzo destinati alle istituzioni comunitarie per contribuire alla definizione del futuro quadro normativo del settore.
Particolare attenzione è stata dedicata al dossier ETS, ritenuto una delle questioni più delicate per il sistema portuale europeo. Secondo Petri, il rischio concreto è una progressiva perdita di traffici verso porti extra UE meno esposti ai vincoli ambientali europei, con effetti diretti soprattutto sui porti di transhipment e sullo short sea shipping.
“La partecipazione ai tavoli europei richiede continuità, competenza e capacità di interlocuzione”, ha sottolineato Petri, evidenziando il lavoro avviato da Assoporti per rafforzare il dialogo con ESPO e con la Commissione Europea nella definizione della futura strategia portuale europea.
Dal canto suo, Annalisa Tardino ha ribadito la necessità di una presenza italiana costante nei luoghi decisionali europei, ricordando il ruolo strategico dell’Italia nel panorama marittimo continentale: il Paese si conferma infatti tra i primi tre in Europa per volumi di merci movimentate e mantiene la leadership nel traffico crocieristico e passeggeri.
Nel dibattito emerso a Danzica, i temi della sicurezza portuale, della transizione energetica, della digitalizzazione e della semplificazione amministrativa sono stati indicati come i principali assi strategici per il futuro del comparto. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, crisi energetiche e interruzioni delle catene logistiche globali, i porti europei vengono sempre più considerati infrastrutture critiche per la resilienza economica e commerciale dell’Unione.
Secondo Tardino, le politiche europee dovranno ora tradursi in strumenti concreti capaci di rafforzare infrastrutture, capacità operative e competitività del sistema portuale europeo, evitando che la transizione ambientale produca distorsioni competitive a favore di scali extra comunitari.


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