15 maggio 2026 – Nel 2024 le società di gestione degli interporti italiani hanno generato complessivamente un fatturato pari a 214 miliardi di euro, con utili netti in crescita dell’8,7%. È quanto emerge dall’analisi sulle società di gestione degli interporti italiani avviata dal Centro Studi di Fedespedi (Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali) che è stata presentata a Milano dal responsabile del Centro Studi Sergio Curi nell’ambito di un workshop promosso da Fedespedi all’interno del Salone dei Trasporti e della Logistica - Transpotec & Logitec.
Alla presentazione è seguita una tavola rotonda in cui sono intervenuti Gianpaolo Serpagli, Presidente di UIR e Presidente di CEPIM S.p.A. Interporto di Parma; Massimo Arnese CEO di CROSSTEC S.r.l. e ICT Manager di CIM S.p.A. Interporto di Novara; Alberto Milotti FS Logistix, Direttore Network Terminali Intermodali e Convenzionali, Presidente di EuroPlatforms (associazione europea degli interporti).
Il workshop si è chiuso con i saluti di Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi. La ricerca, condotta su un campione di 24 società operative, si propone di offrire un quadro organico e comparativo di un settore infrastrutturale cruciale per la competitività del Paese.
Secondo le prime evidenze, il sistema degli interporti italiani - composto da 27 strutture che si sviluppano su una superficie operativa di oltre 33,8 milioni di metri quadrati - conferma un ruolo centrale per la competitività della logistica nazionale e per lo sviluppo dell’intermodalità. Il 2024 si è chiuso in modo complessivamente positivo per il settore interportuale.
Il fatturato aggregato delle 24 società analizzate ha raggiunto i 214 milioni di euro, registrando un incremento dello 0,8% rispetto al 2023, con utili netti in crescita dell’8,7% (da 9,9 a 10,6 milioni di euro). Le aree complessivamente gestite ammontano a circa 34 milioni di metri quadri, occupando 742 dipendenti, con un fatturato pro capite di circa 288.000 euro.


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