22 aprile 2026 -
“Abbiamo riunito il nostro Consiglio dei Soci a poche settimane dalla quinta edizione di LetExpo, che ha confermato il proprio ruolo centrale quale piattaforma di dialogo tra imprese e istituzioni, con numeri in significativa crescita sia in termini di espositori che di partecipazione internazionale e di rappresentanti del mondo politico, istituzionale ed economico. E la seduta odierna ha rappresentato un’importante opportunità per tutti noi per approfondire ed analizzare l’attuale scenario internazionale, caratterizzato da forti tensioni geopolitiche che stanno incidendo in maniera diretta sull’intero comparto logistico. Soprattutto le imprese del nostro settore stanno infatti affrontando un momento storico estremamente complesso, segnato da tensioni geopolitiche che stanno generando un aumento significativo dei costi energetici e dei carburanti, con effetti diretti su tutta la catena logistica e sui prezzi finali per imprese, famiglie e cittadini”.
Così Guido Grimaldi, Presidente di ALIS, ha commentato i lavori del Consiglio dei Soci svoltosi nella sede nazionale di Roma, occasione di confronto tra gli associati in una fase particolarmente delicata per l’economia globale e per il sistema logistico internazionale.
“Le criticità legate alla navigazione in alcune aree strategiche come lo Stretto di Hormuz stanno determinando rincari nei noli marittimi, nei premi assicurativi e nei costi operativi, con un impatto che si estende a tutte le modalità di trasporto.
Pur avendo espresso apprezzamento per le misure emergenziali adottate dal Governo a sostegno del settore in risposta alle crisi dei mercati internazionali, tra cui la riduzione delle accise sui carburanti e il credito d’imposta per le imprese di autotrasporto, sentiamo però il bisogno di sottolineare la necessità di ampliare il sostegno ad un comparto ritenuto economicamente e socialmente strategico, nonché di rafforzare ulteriormente gli strumenti di supporto e compensazione”.
“C’è infatti il rischio concreto - aggiunge il Presidente di ALIS - che sia compromessa la tenuta economica del Paese e, per essere ancora più chiari, c’è il rischio di paralisi di un settore che non può sostenere contemporaneamente incrementi incontrollati dei costi derivanti dalla situazione globale e tassazioni europee come l’ETS”.


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