21 ottobre 2026 – Un fatturato delle imprese di trasporto salito a 96 miliardi di euro, ma una redditività frenata dall'aumento dei costi operativi, dalla congestione infrastrutturale e dalle difficoltà del sistema ferroviario. È il quadro che emerge dall'Osservatorio Freight Insights, istituito dal MOST e dalla Fondazione CSELI, presentato a Roma in occasione dell'undicesimo Forum Internazionale di Conftrasporto-Confcommercio.
Lo studio evidenzia come la crescita economica del comparto non si sia tradotta in un analogo miglioramento dei margini delle imprese. Tra il 2019 e il 2026 il costo del denaro è aumentato del 111%, quello dell'energia elettrica del 73%, il gasolio del 30% e la manodopera del 18%.
Il trasporto stradale continua a rappresentare una componente essenziale della logistica nazionale. Nel 2025 il traffico ha superato i 31 miliardi di tonnellate-chilometro, confermando la centralità dell'autotrasporto per le esigenze del sistema produttivo.
A pesare sulle imprese è anche la congestione della rete. Secondo le elaborazioni presentate, il costo operativo aggiuntivo per i mezzi pesanti in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna supera un miliardo di euro annui. Considerando tutti i veicoli, il costo nazionale della congestione raggiunge quasi cinque miliardi di euro l'anno.
Resta inoltre strutturale il problema della disponibilità di personale: lo studio stima una carenza di oltre 30mila conducenti professionali nei prossimi anni.
Critica anche la situazione del trasporto ferroviario merci. Nel primo semestre del 2026 il traffico misurato in treni-chilometro è diminuito dell'8% rispetto allo stesso periodo del 2025, risentendo delle interruzioni e delle limitazioni operative collegate ai cantieri di ammodernamento della rete.
Il rapporto evidenzia come gli effetti positivi degli incentivi ferroviari siano attualmente contrastati dalle difficoltà di circolazione, con conseguenze sulla competitività del trasporto combinato.
Sul fronte marittimo, le deviazioni delle rotte internazionali e il mancato attraversamento del Canale di Suez possono allungare di circa due settimane i tempi di navigazione verso gli scali italiani, secondo la ricostruzione presentata dall'Osservatorio.
L'analisi richiama inoltre l'impatto degli oneri ETS sui collegamenti marittimi, in particolare quelli insulari, e il rallentamento del traffico Ro-Ro, che nel 2025 ha registrato una flessione di circa l'1% rispetto all'anno precedente.
Tra le possibili risposte, lo studio attribuisce un ruolo importante alla digitalizzazione. L'utilizzo di tecnologie per il monitoraggio e la manutenzione delle infrastrutture potrebbe generare risparmi stimati in quasi sette miliardi di euro.
Ulteriori benefici economici, fino a 18 miliardi nei prossimi anni, potrebbero derivare dalla digitalizzazione dei trasporti e delle procedure logistiche, mentre per le operazioni logistico-portuali vengono stimati risparmi potenziali di circa 160 milioni di euro annui.
Si tratta di benefici prospettici, subordinati all'effettiva diffusione delle soluzioni tecnologiche e alla loro integrazione nei processi operativi.
Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, ha richiamato la necessità di affrontare contemporaneamente le emergenze del settore e le esigenze di programmazione di lungo periodo.
Per il sistema logistico italiano, la sfida riguarda la capacità di ridurre i costi, recuperare efficienza infrastrutturale e rafforzare l'integrazione tra modalità di trasporto, evitando che le criticità operative compromettano la competitività delle imprese.







