9 aprile 2026 - Mentre la domanda elettrica globale crescerà del 3,6% annuo fino al 2030, i porti sono pronti a diventare protagonisti della transizione grazie ad una tecnologia che trasforma il moto ondoso in energia rinnovabile
Le recenti tensioni geopolitiche globali e la volatilità dei prezzi hanno dimostrato, sia alle famiglie che alle imprese, quanto sia fragile un sistema economico dipendente dai combustibili fossili tradizionali. Secondo il recente report Electricity 2026 dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, questa criticità non è destinata ad attenuarsi dato che la domanda elettrica globale crescerà in media del 3,6% all'anno fino al 2030. Si tratta di un ritmo del 50% più veloce rispetto al decennio precedente, un incremento enorme, paragonabile ad aggiungere il fabbisogno di ben due intere Unioni Europee all'attuale sistema mondiale. Le energie rinnovabili stanno crescendo rapidamente, ma le infrastrutture elettriche faticano a stare al passo a causa di una rete satura e sovraccarica.
In questo scenario di urgenza e cambiamento, i porti stanno iniziando a candidarsi come nuovi nodi attivi della transizione, trasformandosi da semplici luoghi di transito per merci e persone a veri e propri hub capaci di produrre, stoccare e distribuire energia pulita, alleggerendo così il peso sulla rete nazionale. Nascono infatti soluzioni, come quella progettata da Seares, capaci di convertire l’energia delle onde in elettricità utilizzabile, contribuendo a ridurre la dipendenza di porti e strutture off-shore dai combustibili fossili.
“L'ormeggio è sempre stato visto come un mero centro di costo, un elemento passivo che si usura nel tempo, noi lo stiamo trasformando in un centro di produzione di energia verde, usando la forza che il mare esercita ogni giorno sulle infrastrutture portuali e trasformandola in una risorsa preziosa” spiega Giorgio Cucè, CEO di Seares.
Per il quarto anno consecutivo, l'efficienza energetica e la sostenibilità si confermano tra la priorità assoluta per i gestori delle marine europee, con dati che dimostrano un impegno ambientale sempre più forte e generalizzato. Secondo l'ESPO Environmental Report 2025, infatti, l'80% dei porti europei ha già fissato obiettivi concreti per ridurre le proprie emissioni, più della metà ha esteso questi impegni a tutte le operazioni interne all'area portuale e gran parte sta investendo in infrastrutture più resilienti ed efficienti.


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