Alcuni aspetti fondamentali, da lungo tempo propugnati da Finco, stanno avendo crescente cittadinanza nell’ambito dei lavori della Commissione Lavori Pubblici del Senato:
- Pagamento diretto dei subappaltatori. Se la proposta in esame al Senato passerà, in caso di inadempimento da parte dell’appaltatore, la Stazione Appaltante dovrebbe procedere al pagamento diretto dei subappaltatori. I con-correnti avrebbero inoltre l’obbligo di indicare, in sede di
presentazione dell’offerta, le parti del contratto che inten-dono subappaltare e una terna di nominativi di subappaltatori per ogni tipologia di lavorazione.
- Sistema di qualificazione degli operatori economici, che dovrebbe venire rivisto non solo in base ai criteri di omoge-neità e trasparenza, ma prevedendo anche la verifica delle capacità reali e delle competenze tecniche e professiona-li delle imprese, nonché delle attività effettivamente eseguite.
- Valorizzazione della fase progettuale negli appalti pubblici e nelle concessioni di lavori, promuovendo anche la qualità architettonica e tecnico - funzionale e limitando il ricorso all’appalto integrato.
- Avvalimento: il contratto di avvalimento dovrà indicare nel dettaglio le risorse e i mezzi prestati, con particolare riguardo ai casi in cui l’oggetto di avvalimento sia costituito da certificazioni di qualità o certificati attestanti il pos-sesso di adeguata organizzazione imprenditoriale ai fini della partecipazione alla gara, e rafforzando gli strumenti di verifica circa l’effettivo possesso dei requisiti e delle risorse oggetto di avvalimento da parte dell’impresa ausiliaria nonché circa l’effettivo impiego delle risorse medesime nell’esecuzione dell’appalto.
- Importante poi anche la previsione di un Albo di Commissari Esterni, cui attingere in occasione delle gare.
Negativo invece l’emendamento che reintrodurrebbe la pubblicità legale sui giornali a carico degli aggiudicatari (sembra quasi che chi vince una gara debba essere gravato dell’onere di contribuire al mantenimento dei quotidiani).
Peraltro è del tutto improprio inserire tale obbligo nella legge delega, di fatto blindando non solo il futuro codice ma anche i successivi tentativi di modificarne la disciplina in esame: una Legge delega dovrebbe tracciare i principi gene-rali e le linee guida essenziali da seguire in sede di recepimento di norme comunitarie, non spingersi a disciplinare una aspetto cosi di dettaglio.
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