9 febbraio 2026 – Durante il 16° Capital Link Greek Shipping Forum annuale ad Atene, gli Stati Uniti hanno esortato l'Organizzazione marittima internazionale ad abbandonare la sua proposta di "Net Zero Framework", avvertendo che il piano rischia di trasformare l'organismo delle Nazioni Unite per il trasporto marittimo da un regolatore tecnico a un'autorità globale per le politiche climatiche. Marco Sylvester, vice assistente segretario per gli affari dei trasporti del Dipartimento di Stato americano, ha affermato che la posizione di Washington non dovrebbe essere interpretata come un passo indietro rispetto alla cooperazione internazionale, ma come la preoccupazione che il quadro normativo possa rimodellare il mandato fondamentale dell'IMO.
"È necessario il
buon senso - ha affermato – La proposta congelerebbe il progresso più che
facilitarlo". Ha avvertito che l'onere economico degli obiettivi di zero
emissioni si riverserà lungo la catena di approvvigionamento, finendo per
ricadere sui consumatori, e ha invitato gli armatori e gli operatori del
mercato a essere espliciti su ciò che è tecnicamente e commercialmente
realizzabile. Il ministro greco degli affari marittimi, Vasilis Kikilias, ha
affermato che i nuovi costi normativi passano dalla nave al noleggiatore e poi
agli utenti finali, sottolineando al contempo che la transizione si sta
orientando verso carburanti che attualmente rappresentano solo una quota marginale
dell'offerta globale e sono privi di infrastrutture di supporto. Il
viceministro cipriota per i trasporti marittimi, Marina Hadjimanolis, ha
insistito per un maggiore realismo e un più stretto coinvolgimento
dell'industria, mentre il ministro dei trasporti maltese Chris Bonett ha
affermato che l'Unione europea dovrebbe agire come un unico blocco sulla
questione.


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