30 novembre 2025 - Lo sviluppo e la modernizzazione del settore marittimo sono stati al centro dell’intervento che il Sottosegretario di Stato con delega alla digitalizzazione del MIT, Tullio Ferrante ha presentato durante la riunione del Comitato Interministeriale per la Transizione digitale. In particolare, per l’evoluzione della digitalizzazione del settore marittimo, il Sottosegretario ha illustrato lo stato d’avanzamento del progetto relativo all’Anagrafe Nazionale Digitale della Gente di Mare (AnGeMar), che includerà anche la completa dematerializzazione del Libretto di Navigazione dei marittimi. La piattaforma unica AnGeMar, sostenuta dal Ministro Salvini, consentirà infatti di gestire in maniera semplificata i dati relativi ai titoli professionali, agli imbarchi, alle abilitazioni e alle carriere del personale marittimo, riducendo gli adempimenti cartacei e garantendo la disponibilità immediata delle informazioni professionali, in coerenza con gli obiettivi Pnrr.
Secondo Ferrante questa iniziativa – che il MIT sta portando avanti in collaborazione con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale - rappresenta un punto di svolta per semplificare, digitalizzare e rendere più efficiente il settore marittimo, integrando le politiche del mare con la strategia nazionale di trasformazione digitale.
All’evoluzione della digitalizzazione del settore marittimo contribuisce anche l’Anagrafe Nazionale delle Patenti Nautiche, che rappresenta un pilastro fondamentale nel processo di digitalizzazione della nautica da diporto.
Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 maggio e promosso dal MIT insieme ai dicasteri dell’Interno e della Pubblica Amministrazione, punta a una gestione unificata, coordinata e trasparente delle abilitazioni alla conduzione nautica tramite un archivio digitale che consentirà di aumentare l’efficienza amministrativa, rafforzare i controlli di legalità e sicurezza in mare, e garantire dati sempre aggiornati sull’utenza diportistica.
L’Anagrafe prevede una grande attenzione anche alla privacy, laddove il decreto stabilisce accessi tracciati e limitati alle sole finalità istituzionali: ogni violazione sarà soggetta al controllo del Ministero e segnalata al Garante per la protezione dei dati personali.



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