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Confitarma: rischio occupazionale per marittimi da interpretazione fiscale

 

Confitarma: rischio occupazionale per marittimi da interpretazione fiscale

31 febbraio 2026 - La recente posizione dell’Agenzia delle Entrate in materia di tassazione dei redditi dei marittimi imbarcati su navi di bandiera estera apre uno scenario di elevata incertezza normativa con potenziali ricadute operative e occupazionali sull’intero comparto dello shipping italiano. A lanciare l’allarme è Confitarma, per voce del suo presidente Mario Zanetti, che sottolinea come “la recente posizione dell’Agenzia delle Entrate rischia di produrre pesanti ripercussioni sull’occupazione dei marittimi italiani”, facendo riferimento alla risposta n. 10 del 2026 con cui l’Amministrazione finanziaria rimette in discussione criteri applicativi consolidati relativi all’esenzione Irpef. In particolare, la nuova interpretazione interviene sul metodo di calcolo della soglia temporale dei 183 giorni nell’arco di dodici mesi, prevista dalla normativa vigente per l’accesso al regime di esenzione, introducendo una lettura restrittiva che non tiene conto della fisiologica discontinuità degli imbarchi, spesso non consecutivi e distribuiti su due anni solari. Secondo Confitarma, la pronuncia smentisce precedenti orientamenti della stessa Agenzia, sui quali armatori e lavoratori hanno strutturato nel tempo comportamenti pienamente conformi, generando ora un rischio concreto di contenzioso, revisione retroattiva delle posizioni fiscali e perdita di competitività del lavoro marittimo italiano rispetto ad altri registri e bacini occupazionali. “Per questo Confitarma è già attivamente impegnata in tutte le sedi istituzionali competenti affinché venga rapidamente ristabilita un’interpretazione coerente, certa e in linea con le precedenti posizioni espresse dall’Agenzia stessa”, ha aggiunto Zanetti, evidenziando la necessità di garantire stabilità regolatoria in un settore caratterizzato da forte concorrenza internazionale e da un’elevata mobilità della forza lavoro. Dal punto di vista industriale, l’incertezza fiscale rischia di tradursi in un disincentivo all’impiego di marittimi italiani su navi a bandiera estera, con effetti diretti sulla tenuta occupazionale, sull’attrattività del capitale umano nazionale e sulla sostenibilità complessiva del sistema armatoriale italiano nel contesto globale dello shipping.


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