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Legge di bilancio: porti turistici abbandonati


14 dicembre 2019 - Si è tenuta ieri a Roma la prima manifestazione nazionale organizzata dagli operatori della nautica sotto il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per protestare contro la mancata chiusura del contenzioso legale che oppone 24 Marine turistiche allo Stato.

Il contenzioso, che si protrae dalla finanziaria del Governo Prodi del 2006, riguarda l’aumento retroattivo dei canoni demaniali, già dichiarato illegittimo - oltre che dai tribunali civili di mezza Italia, Corti d’Appello, TAR e Consiglio di Stato - anche da una sentenza della Corte Costituzionale del 2017.

 Nonostante questo, le Agenzie del Demanio e delle Entrate procedono con l’emissione delle cartelle esattoriali. In Emilia è esplosa la prima deflagrazione con il blocco dei conti correnti e da ultimo con la misura tombale della revoca delle concessioni demaniali per il Porto di Rimini e due darsene di Cattolica. Una bomba che potrebbe portare al fallimento, per mano dell’erario, di 24 fra le più importanti marine turistiche del Paese.

A protestare assieme a imprese e lavoratori, indossando con gli altri il tipico giubbotto di salvataggio rosso, c’erano anche il Sindaco del Comune di Cattolica e neo-Consigliere Regionale di Anci Emilia Romagna, Mariano Gennari, e l’Assessore alla Programmazione del territorio e Demanio del Comune di Rimini, Roberta Frisoni.
“Se il Governo non cambia la norma, anche i Sindaci, pur consapevoli di questa situazione kafkiana, sono costretti a eseguire le indicazioni delle Agenzie dello Stato” 
- spiega il Presidente di UCINA Confindustria Nautica, Saverio Cecchi -.
“Come ho avuto modo di dire personalmente alla Ministra De Micheli, non ci fermeremo di fronte a tanta sconsideratezza della Pubblica Amministrazione, che mette a rischio non solo i 2.300 lavoratori di questi 24 porti turistici, ma tanta parte dell’indotto. Solo in Emilia rischiano di andare a casa 350 persone”.
 “Dopo 12 anni di battaglie legali, tutte vinte con il riconoscimento pieno dei nostri diritti”
– commenta amaro Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas –
“ci troviamo costretti a manifestare sotto il diluvio universale, con l’allerta meteo, per poter chiedere il permesso di tornare a operare normalmente, sulla base degli accordi che ciascuno di noi a suo tempo ha sottoscritto con lo Stato”.

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