Una voce fuori dal coro si è levata recentemente per sollevare dubbi sul fenomeno marittimo del momento, le eco-ship: la voce è quella di Gian Enzo Duci, presidente dell’Associazione Agenti marittimi di Genova che in un recente convegno del Propeller Club di Genova ha analizzato la questione sotto diversi
aspetti, sia quelli economici che quelli normativi. Ecologico fa rima con economico, afferma Duci, sottolineando che gli investimenti per avere navi ecologiche devono avere un ritorno economico, visto che l’armamento è soggetto a due fattori negativi, la crisi e l’eccesso di navi sul mercato: Questi fattori inducono gli armatori a ridurre il più possibile il costo del carburante, economia che si può ottenere riducendo la velocità delle navi o sostituendo il naviglio vecchio con navi nuove, eco-ship; situazione “pericolosa” perché, spiega il presidente di Assagenti, perché da un lato rischia di mettere fuori mercato il naviglio in caso di futuro repentino cambio di tendenza e dall’altro rende difficile la contrattazione a livelli economici più alti tra noleggiatore ed armatore. Infine ma non per ultimo, la difficoltà di reperire il rifornimento dei nuovi carburanti: se sarà possibile e agevole per alcune categorie di navi, ovvero quelle di linea, ad esempio crociere e container, che facendo sempre gli stessi itinerari potranno invogliare investimenti per punti di rifornimento all’interno di rotte sempre battute, altro discorso sarà per tutte le altre categorie di navi per le quali non sarà affatto facile trovare eco carburanti in ogni porto del mondo.
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