28 aprile 2026 - Oltre 340 milioni di euro di investimenti per il turismo via mare nei porti adriatici completati nel 2026, di cui 252 milioni di euro in Italia e circa 90 nei paesi sulla sponda balcanica. Sono le prime anticipazioni dell’Adriatic Sea Tourism Report, il rapporto di ricerca a cura di Risposte Turismo – società di ricerca e consulenza a servizio della macro-industria turistica – che verrà presentato in occasione dell’ottava edizione di Adriatic Sea Forum – Cruise, Ferry, Sail & Yacht, l’evento internazionale itinerante dedicato al turismo via mare in Adriatico ideato e organizzato dalla stessa Risposte Turismo, quest’anno, in partnership con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e in programma a Venezia giovedì 25 e venerdì 26 giugno presso l’Auditorium delle Procuratie, Fondazione THSN e Ca’ Dolfin, presso l’Aula Magna Silvio Trentin dell’Università Ca' Foscari di Venezia.
Nel dettaglio, a fine 2026 gli investimenti mappati sulla costa adriatica italiana si sviluppano su varie aree: i principali sono collegati all'avvio operativo della nuova stazione marittima e all'implementazione del sistema di cold ironing di Porto Corsini a Ravenna (68 milioni di euro), all'elettrificazione delle banchine per i traghetti nel porto di Ancona (9,8 milioni di euro) oltre alle attività previste a Venezia (90 milioni di euro per la predisposizione del cold ironing tanto nella città insulare, quanto nell’area di Porto Marghera e Fusina) e Chioggia dove, oltre al cold ironing per 6 milioni di euro, prenderanno il via a breve attività di escavo manutentivo per quasi 9 milioni di euro, volte a implementare l’accessibilità nautica. Negli scali lagunari, inoltre, proseguono le attività connesse ai progetti commissariali - i Canali Vittorio Emanuele e Malamocco-Marghera e il Terminal presso Canale Nord la cui valutazione di impatto ambientale è ancora in corso - e che, complessivamente, prevedono investimenti già finanziati per 135 milioni di euro.
A Bari e a Brindisi sono in corso interventi di movimentazione dei sedimenti per garantire l’accesso a navi di maggiori dimensioni (3,5 milioni di euro per lo scalo barese e 19,4 milioni di euro per quello brindisino). Lavori sui fondali riguarderanno anche Manfredonia (5,2 milioni di euro) e Barletta (6 milioni di euro). Infine, sempre nei prossimi mesi verrà ultimato il secondo terminal crocieristico di Bari, un’opera del valore di 11,5 milioni di euro.


.gif)











.jpg)



