18 aprile 2026 - “I terminal portuali sono l’anello di congiunzione tra due mondi, la nave e le attività logistiche a terra e rendono possibile il passaggio dall’acqua alla terra di tutto ciò che è necessario per sopravvivere, garantendo ogni giorno il funzionamento del sistema economico, la movimentazione di merci e di passeggeri” – così Tomaso Cognolato, Presidente di Assiterminal e referente dei porti nel GT Economia del mare di Confindustria coordinato da Mario Zanetti, all’evento: “Genova e Liguria: Capitali del Mare 2026 – Il Motore blu della crescita economica e occupazionale”. Nel suo intervento, Cognolato ha richiamato tre priorità fondamentali per il sistema portuale italiano: meno frammentazione, più chiarezza normativa e una governance condivisa sono le condizioni essenziali per rafforzare la competitività del sistema portuale italiano, a partire dalla tutela del lavoro e della formazione.
"Servono regole
chiare, uniformi e non interpretabili. Oggi, a fronte di 16 Autorità di Sistema
Portuale e 58 porti, esistono di fatto 58 modelli regolatori diversi su varie
materie, tra cui ad esempio il riferimento di GNL. Questa frammentazione
rallenta i processi e riduce l’efficienza. È su questo che dobbiamo
intervenire: serve un quadro regolatorio unico, condiviso, che valga per tutti.
Non significa uniformare le performance economiche o le specificità operative
dei singoli scali, ma definire regole chiare, stabili e non interpretabili. Le
norme devono essere applicate, non reinterpretate ogni volta.”
"Il Presidente del
Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito ancora una volta la centralità strategica
delle economie del mare e della necessità di una visione chiara e coerente. Il
Ministro Nello Musumeci, insieme agli altri relatori istituzionali, ha
richiamato l’importanza di costruire un percorso condiviso, capace di mettere a
sistema competenze, strumenti e responsabilità, come avvenuto per il DDL
Risorsa mare. Tuttavia, il percorso avviato sulla riforma della governance
portuale non sembra aver seguito fino in fondo questa logica di condivisione.
Il provvedimento è stato impostato senza un pieno coinvolgimento degli attori
del settore e, a quanto ci risulta, non ha ancora completato il proprio iter
presso la Ragioneria dello Stato”.


.gif)











.jpg)



