22 settembre 2026 – Porti, navigazione e logistica sono diventati uno dei principali fronti della pressione cyber nel Mediterraneo. Nel primo semestre del 2026 l'Italia ha concentrato quasi la metà delle osservazioni rilevate nel settore Trasporti e Logistica tra i Paesi mediterranei monitorati e, all'interno del dato nazionale, quasi tre casi su quattro sono riconducibili all'ecosistema marittimo-portuale.
I numeri emergono dal nuovo “Cyber Intelligence Report - Geopolitical Brief: Mediterraneo, settore Trasporti e Logistica”, realizzato da Yarix, centro di competenza per la cybersecurity di Var Group, e presentato in occasione dell'incontro organizzato oggi a Roma da Confitarma e Var Group.
Su 653 osservazioni riferite al settore nei Paesi mediterranei analizzati, 325 riguardano l'Italia. Di queste, 240, pari al 73,85%, interessano porti, logistica e servizi portuali, navigazione, trasporto marittimo e organizzazioni portuali.
Il dato non indica necessariamente attacchi informatici riusciti né ne misura gli effetti: fotografa la ricorrenza dei target nelle campagne monitorate e permette quindi di individuare i comparti maggiormente sottoposti a potenziali pressioni ostili.
Nel dataset complessivo analizzato da Yarix, relativo alle campagne osservate del threat actor NoName057(16), Trasporti e Logistica rappresentano il 15,6% delle osservazioni, secondo comparto dopo Government & Administration.
A dominare lo scenario sono gli attacchi DDoS, che hanno rappresentato il 54% degli eventi osservati nel primo trimestre e il 73% nel secondo. Il ransomware pesa invece per il 21% in entrambi i trimestri. Tra i Paesi considerati, l'Italia concentra il 28% delle compromissioni ransomware nel primo trimestre e il 29% nel secondo.
La crescente esposizione accompagna la digitalizzazione di navi, terminal e catene logistiche, dove sistemi IT e OT sempre più interconnessi ampliano anche le possibili superfici di attacco.
“La cybersecurity è ormai parte integrante della sicurezza della navigazione e rappresenta una priorità strategica per l’armamento. La crescente digitalizzazione delle navi e dell’intera catena logistica richiede di rafforzare costantemente la capacità di prevenire e gestire minacce che evolvono con grande rapidità. In questo percorso è fondamentale mantenere un confronto continuo tra istituzioni e imprese, affinché il quadro regolatorio possa tradursi in strumenti concretamente efficaci e applicabili, capaci di innalzare i livelli di sicurezza tenendo conto delle specificità operative delle compagnie e delle diverse tipologie di nave. La cyber-resilienza del sistema marittimo si costruisce attraverso regole adeguate, competenze, tecnologie e una collaborazione sempre più stretta tra settore pubblico e privato”,
ha commentato Salvatore d'Amico, Presidente del Gruppo Tecnico Trasporti e logistica internazionali, regolamentazioni, organismi internazionali e sicurezza di Confitarma.
Al confronto hanno partecipato anche rappresentanti delle Forze Armate, della Guardia di Finanza, della Marina Militare e del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, insieme all'industria armatoriale e agli specialisti della cybersecurity.
“I dati confermano come l'ecosistema marittimo e portuale sia diventato un obiettivo strategico nel panorama delle minacce cyber. La crescente interconnessione tra navi, porti e supply chain impone un approccio basato non solo sulla protezione tecnologica, ma anche sulla capacità di prevenire, rispondere e garantire la continuità operativa, dalla movimentazione delle merci alla sicurezza delle persone fino alla tenuta di intere catene di approvvigionamento. Per questa sua complessità, la cyber-resilienza del comparto marittimo non può essere affidata a iniziative isolate ma deve essere costruita come una responsabilità condivisa, fondata su intelligence, collaborazione e coordinamento costante tra imprese, istituzioni e comunità della sicurezza", ha dichiarato Mirko Gatto, Head of Cybersecurity di Var Group.
Il quadro che emerge sposta definitivamente la cybersecurity fuori dal solo perimetro informatico. Per shipping e portualità la continuità digitale è ormai direttamente collegata alla continuità delle operazioni, della movimentazione delle merci e delle catene di approvvigionamento.






