La denuncia arriva da DLM Coop, società piemontese specializzata nel trasporto di merci pericolose, che ha subito cinque furti in pochi mesi. Gli episodi avvengono prevalentemente durante le soste notturne, quando i veicoli sono fermi in piazzali non custoditi e gli autisti riposano.
I mezzi vengono aperti utilizzando strumenti universali o perforando direttamente i serbatoi. Il carburante viene poi trasferito in furgoni attrezzati con pompe e contenitori capaci di trasportare grandi quantità. L’intera operazione può essere completata in pochi minuti, spesso senza provocare rumori tali da svegliare il conducente.
Il danno per l’impresa non riguarda soltanto il valore del gasolio. A questo si aggiungono i costi per la riparazione dei serbatoi, il fermo del veicolo, il ritardo della consegna e l’eventuale necessità di sostituire il mezzo. Nel caso dei trasporti sensibili o pericolosi, ogni interruzione può inoltre generare ulteriori problemi di sicurezza e programmazione.
Secondo gli operatori, il carburante sottratto viene rivenduto attraverso circuiti clandestini a prezzi inferiori rispetto a quelli praticati alla pompa. Il fenomeno tende ad aumentare quando le quotazioni salgono e il margine per il mercato nero diventa più elevato.
La questione riapre il tema della disponibilità di aree di sosta sicure. L’Italia continua a presentare una dotazione insufficiente di piazzali sorvegliati, illuminati e dotati di controllo degli accessi. Molti conducenti sono quindi costretti a fermarsi in spazi privi di protezione, pur dovendo rispettare rigidamente i tempi di guida e riposo.
Le imprese chiedono più controlli lungo le principali direttrici, una maggiore collaborazione tra forze dell’ordine e operatori e investimenti in parcheggi certificati. La sicurezza della sosta diventa così parte integrante della qualità del sistema logistico, insieme alla tutela degli autisti, dei mezzi e delle merci trasportate.

.gif)





