A Pra’ viene accantonata l'ipotesi di un maxi-riempimento, mentre tra gli scenari resta quella di un terzo accosto per il terminal PSA, accompagnato da un nuovo varco della diga sul lato di Pegli. Una soluzione che punta ad aumentare la capacità operativa senza ricorrere a un'estensione massiccia dei piazzali.
Per il Sech lo scenario mantiene invece la funzione container, lasciando sullo sfondo una prospettiva più lontana di utilizzo anche per traffici Ro-Ro e passeggeri. A Sampierdarena si ragiona sul completamento dei cosiddetti “dentini”, mentre per le Riparazioni Navali è previsto un ampliamento verso mare.
Resta più complesso il dossier dei depositi chimici. L'ipotesi prevede l'interramento delle attività di Superba e Carmagnani nell'area vicina al porto petroli di Multedo, ma il quadro finanziario è ancora da definire e il progetto incontra l'opposizione di una parte del territorio.
Non si tratta ancora della configurazione definitiva del nuovo PRP. Gli scenari sono parte del percorso di pianificazione e dovranno attraversare ulteriori passaggi tecnici e istituzionali. Ma indicano già le direttrici sulle quali Genova sta cercando di distribuire container, attività industriali e funzioni portuali nei prossimi decenni.






