10 settembre 2026 – Dopo quasi due settimane di tensione, il sistema logistico di Mundra torna verso la normalità. Gli operatori degli empty container yard hanno revocato lo sciopero durato 13 giorni, consentendo la ripresa delle attività legate alla movimentazione dei box vuoti nel più grande porto commerciale indiano. Si chiude così, almeno sul piano operativo, una vertenza che PrimoMagazine ha seguito fin dalle prime fasi e che aveva messo in evidenza un elemento spesso sottovalutato della catena container: il vuoto può bloccare il porto quasi quanto il pieno.
La protesta era nata dopo la decisione di Adani Ports and Special Economic Zone di intervenire sul sistema di gestione dei depositi esterni all'area portuale e alla Special Economic Zone. Gli operatori avevano contestato il blocco dei codici utilizzati dagli empty yard esterni, una misura destinata a modificare profondamente l'organizzazione del circuito dei container vuoti.
Durante i tredici giorni di agitazione, le difficoltà nella restituzione e nel riposizionamento dei box avevano iniziato a propagarsi lungo la supply chain. Il meccanismo è semplice: un container che termina il viaggio di importazione deve essere svuotato e restituito. Da quel momento deve essere reso disponibile per una nuova esportazione oppure riposizionato dove il carrier ne ha bisogno. Se il circuito degli empty rallenta, diminuisce progressivamente l'equipment disponibile per i caricatori.
La vertenza assume particolare interesse perché Adani sta contemporaneamente rafforzando la gestione interna degli empty a Mundra. Nei giorni scorsi PrimoMagazine ha raccontato il progetto di un Empty Container Yard dimensionato per circa 1,6 milioni di TEU l'anno, attraverso il quale il gruppo punta a integrare maggiormente deposito e movimentazione dei box nel sistema portuale.
È proprio qui che la questione supera i tredici giorni di sciopero. La gestione del container vuoto è diventata un'attività strategica. Sapere dove si trova il box, quanto tempo rimane fermo e quanto velocemente può essere rimesso a disposizione significa ridurre repositioning, viaggi improduttivi e costi per il carrier.
La ripresa delle operazioni risolve dunque l'emergenza immediata, ma non chiude la partita industriale. A Mundra i cancelli degli empty yard hanno riaperto. Resta da capire chi controllerà domani il circuito attraverso il quale quei container torneranno sulle navi.






