1 luglio 2026 – I conflitti internazionali e le politiche tariffarie degli Stati Uniti stanno ridisegnando gli equilibri del commercio mondiale, con effetti ormai tangibili sulle rotte e sui costi della logistica. Le tensioni in Medio Oriente hanno provocato un crollo dell'83% dei transiti nello Stretto di Hormuz, mentre i dazi dell'Amministrazione Trump iniziano a colpire l'export italiano verso il mercato americano, soprattutto nei comparti alimentare (-33% per oli e grassi) e automotive (-21,8%). A pesare sulle imprese sono soprattutto i costi della logistica, che incidono in media per il 9,9% sui ricavi aziendali e arrivano a superare l'11% per le PMI. È questo il quadro delineato dal 27° Economic Outlook di Fedespedi, l’osservatorio periodico sull’andamento del trasporto merci internazionale della Federazione Nazionale Imprese di Spedizioni Internazionali.
"Lo scenario geopolitico continua a essere il fattore che più condiziona l’economia internazionale – dichiara Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi - Il vero tema oggi non è prevedere la prossima crisi, ma farsi trovare pronti. Dobbiamo passare dal paradigma della previsione a quello della preparazione, lavorando per un vero e proprio 'progetto-Paese'. L'idea che la nostra posizione ci garantisca una rendita come piattaforma logistica 'naturale' è un'illusione: le crisi recenti, come i quasi mille giorni di chiusura del Mar Rosso, dimostrano che le rotte cambiano facilmente e il commercio prosegue su altre vie. La geografia è un vantaggio solo se capitalizzata attraverso infrastrutture fisiche e digitali”.
La ventisettesima edizione del report “Fedespedi Economic Outlook” riporta una raccolta dei dati più aggiornati sul contesto macroeconomico mondiale, gli ultimi indicatori sull’import-export italiano, le tendenze nello shipping internazionale. Lo studio integrale è disponibile sul sito di Fedespedi, nella sezione Centro Studi.


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