24 ottobre 2026 – Semplificazione delle procedure per i porti turistici, sviluppo delle filiere produttive, formazione e internazionalizzazione: sono le priorità emerse dal primo Forum delle Imprese Nautiche del Mezzogiorno, ospitato il 23 ottobre al Marina di Brindisi nell'ambito dello SNIM, Salone Nautico di Puglia.
Il confronto ha riunito imprese, associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali. Tra i temi centrali, la revisione della disciplina amministrativa per la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture dedicate alla nautica, con un impegno politico a lavorare al superamento del DPR 509. Si tratta di un obiettivo annunciato durante il Forum, non di una modifica normativa già approvata.
I dati illustrati da Confindustria Nautica fotografano un settore nazionale di notevole rilievo: nel 2025 il fatturato ha raggiunto 8,72 miliardi di euro, in crescita dell'1,4%, con 32.420 addetti. Le esportazioni e gli ordini di superyacht confermano il peso internazionale della cantieristica italiana, ma la distribuzione territoriale della produzione resta squilibrata.
Tra i cinque principali poli della cantieristica nautica nazionale, soltanto Napoli si trova nel Mezzogiorno. Il Sud dispone invece di una parte significativa delle infrastrutture per il diporto: 459 delle 790 strutture portuali censite e circa il 47% dei posti barca italiani.
Il presidente dello SNIM, Giuseppe Meo, ha richiamato l'esigenza di collegare imprese, formazione e istituzioni. Al Forum sono intervenuti anche esponenti di Confindustria, Confindustria Nautica e delle amministrazioni nazionali.
Nel messaggio inviato alla manifestazione, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha indicato la nautica tra i comparti strategici per l'export italiano, richiamando la ZES Unica e l'obiettivo nazionale di raggiungere 700 miliardi di esportazioni entro il 2027. Il Forum ha così posto il tema di trasformare la ricettività nautica meridionale in una filiera industriale più strutturata.







