21 ottobre 2026 – Fino a 640mila crocieristi all'anno entro il 2030 e una spesa diretta potenziale di 81,2 milioni di euro. Sono i valori dello scenario di crescita più favorevole delineato da Risposte Turismo per il sistema crocieristico della Sicilia orientale, formato dai porti di Catania, Siracusa e Pozzallo.
Lo studio, intitolato “Il futuro della crocieristica a Catania, Siracusa e Pozzallo: competitività e valore per il territorio”, è stato presentato il 20 ottobre dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, alla presenza del commissario straordinario Francesco Di Sarcina e del presidente di Risposte Turismo, Francesco di Cesare.
L'analisi individua nella specializzazione dei tre scali, negli investimenti infrastrutturali e nel coordinamento commerciale le condizioni necessarie per rafforzare il posizionamento della Sicilia orientale nel mercato crocieristico mediterraneo.
Dopo il massimo di oltre 370mila passeggeri registrato nel 2023, il sistema ha movimentato 271mila crocieristi nel 2025. Per il 2026 sono attesi oltre 330mila passeggeri, con Catania destinata a concentrare l'87% dei movimenti complessivi.
Le prospettive al 2030 sono articolate in due scenari. Il primo prevede 475mila passeggeri e 380 accosti, con incrementi rispettivamente del 75,1% e del 47,9% rispetto al 2025. Il secondo ipotizza 640mila passeggeri e 460 accosti, pari a crescite del 136% e del 79%.
Si tratta di proiezioni condizionate alla realizzazione delle infrastrutture, alla capacità di attrarre nuove compagnie e alla competitività delle destinazioni.
Per il 2026 Risposte Turismo stima, sulla base di 281 accosti, una spesa diretta complessiva di 36,9 milioni di euro: quasi 29,9 milioni riconducibili ai crocieristi a terra, 1,29 milioni agli equipaggi e 5,74 milioni alle compagnie.
Considerando anche gli effetti indiretti e indotti, il valore economico complessivo potenziale per il 2026 è stimato in circa 81 milioni di euro. È un indicatore distinto dalla spesa diretta prevista per il 2030, che nei due scenari potrebbe raggiungere rispettivamente 57,2 e 81,2 milioni.
Catania rappresenta il principale polo di sviluppo. Il nuovo Piano regolatore portuale prevede un'area crociere di 84mila metri quadrati al Molo Sporgente Centrale, tre accosti per grandi navi e una stazione marittima di 5mila metri quadrati, progettata con sistemi a energia rinnovabile e una capacità potenziale fino a un milione di passeggeri annui.
Un'ulteriore opportunità riguarda il segmento fly&cruise, favorito dalla vicinanza dell'aeroporto di Catania-Fontanarossa, distante circa cinque chilometri dallo scalo.
Per Siracusa lo studio propone una strategia orientata alle compagnie premium e luxury, valorizzando il patrimonio storico e culturale della città e dell'area di Ortigia. Gli scenari indicano una crescita fino a 150mila o 180mila passeggeri annui, da accompagnare con una gestione attenta dell'accessibilità e dei flussi turistici.
Pozzallo potrebbe invece sviluppare un'offerta rivolta soprattutto alle navi di dimensioni più contenute, valorizzando le destinazioni del territorio ragusano. Le previsioni al 2030 oscillano tra 5mila e 10mila passeggeri.
Secondo Francesco di Cesare, il raggiungimento degli obiettivi dipenderà sia da fattori controllabili, come la gestione dei lavori infrastrutturali e la qualità dei servizi, sia da elementi esterni, tra cui concorrenza e instabilità geopolitica.
La sfida, per l'Autorità portuale, sarà costruire un sistema di destinazioni complementari, superando la competizione tra singoli scali e valorizzando le differenti caratteristiche di Catania, Siracusa e Pozzallo.







