23 settembre 2026 – La sicurezza del lavoro portuale passa dalla sperimentazione alla verifica sul campo. A Trieste si chiude il percorso sviluppato da Inail Friuli Venezia Giulia, AdSP del Mare Adriatico Orientale e Asugi nell'ambito del protocollo nazionale Inail-Mit-Assoporti 2023-2026.
Il programma ha coinvolto istituzioni e realtà operative dei porti di Trieste e Monfalcone con l'obiettivo di studiare i rischi specifici delle attività portuali e sviluppare strumenti di prevenzione utilizzabili direttamente nelle operazioni.
I risultati vengono presentati alla Torre del Lloyd nel convegno “Il porto che innova la sicurezza”, che conclude il percorso di ricerca e sperimentazione.
L'elemento centrale è il metodo adottato: partire dalle condizioni reali nelle quali lavorano terminalisti, imprese e addetti portuali, analizzare le situazioni di rischio e costruire soluzioni insieme ai soggetti che operano quotidianamente in banchina.
Il settore presenta infatti una combinazione particolarmente complessa di fattori: movimentazione di carichi pesanti, mezzi in movimento, interferenze tra uomini e macchine, lavoro a bordo, operazioni in quota e presenza contemporanea di imprese differenti.
Il progetto friulano si inserisce nell'accordo nazionale sottoscritto da Inail, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Assoporti per rafforzare la prevenzione negli scali italiani.
Trieste e Monfalcone diventano così uno dei laboratori nei quali il programma nazionale ha provato a trasformare ricerca, analisi dei rischi e collaborazione istituzionale in strumenti operativi applicabili al lavoro portuale.






