7 aprile 2026 – Nuovo episodio di escalation nella regione del Golfo Persico, dove una nave portacontainer è stata colpita da un proiettile non identificato a circa 25 miglia nautiche a sud dell’isola di Kish (Iran), in prossimità dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più critici per il commercio globale.
Secondo quanto riportato da United Kingdom Maritime Trade Operations, l’impatto è avvenuto alle 00:45 UTC del 7 aprile, causando danni sopra la linea di galleggiamento dell’unità. Il comandante ha confermato che tutti i membri dell’equipaggio sono in sicurezza e non si registrano sversamenti o impatti ambientali.
Al momento non sono stati resi noti dettagli su identità della nave, armatore, operatore o bandiera, mentre le autorità hanno avviato un’indagine per chiarire dinamica e responsabilità dell’attacco.
L’episodio si inserisce in una sequenza crescente di incidenti che coinvolgono il naviglio commerciale nell’area del Golfo, contribuendo ad aumentare la pressione sui traffici marittimi lungo lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota significativa delle esportazioni energetiche mondiali e una parte rilevante del traffico containerizzato tra Asia ed Europa.
Dal punto di vista operativo, l’evento rafforza le criticità già emerse nelle ultime settimane:
* aumento del rischio sicurezza per le navi mercantili
* revisione delle rotte da parte degli armatori
* incremento dei premi assicurativi (war risk)
* possibili ritardi nelle catene di approvvigionamento
Le compagnie di navigazione e gli operatori logistici sono infatti chiamati a ricalibrare le proprie strategie di transito, valutando alternative più lunghe e costose o rafforzando le misure di sicurezza a bordo.
Nel complesso, l’attacco conferma la crescente vulnerabilità dei principali choke point marittimi e il loro impatto diretto sulla stabilità delle supply chain globali, in un contesto geopolitico che continua a influenzare in modo significativo il commercio internazionale.


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