30 ottobre 2026 – La portacontainer Contship Jet, battente bandiera liberiana e gestita da una società greca, è affondata dopo essere stata colpita da tre droni navali al largo della Bulgaria. La notizia è stata confermata il 29 ottobre dalle autorità bulgare e riportata da Reuters e Associated Press. L’attacco è avvenuto il 28 ottobre nella zona economica esclusiva bulgara, all’esterno delle acque territoriali, durante una navigazione dal porto israeliano di Haifa verso Costanza, in Romania. L’episodio ha riacceso le preoccupazioni per la sicurezza della navigazione commerciale nel Mar Nero occidentale.
La nave trasportava 421 container. A bordo si trovavano diciotto marittimi, quattordici filippini e quattro ucraini, tutti tratti in salvo e trasferiti a Varna. Il salvataggio dell’equipaggio costituisce il dato essenziale dell’emergenza, mentre le verifiche sul carico e sulle condizioni ambientali sono proseguite dopo l’affondamento. Secondo le prime informazioni comunicate dal governo bulgaro, non erano visibili tracce di inquinamento. Fra le merci trasportate figuravano però batterie agli ioni di litio, materiali corrosivi, acidi e componenti industriali: la composizione del carico giustifica un monitoraggio specifico, senza che ciò consenta di affermare la presenza di una contaminazione non accertata.
Le autorità bulgare hanno riferito che la nave è stata raggiunta da tre mezzi navali senza equipaggio. Un velivolo di pattugliamento francese avrebbe segnalato il rischio di un attacco, ma non è stato possibile impedirlo. Le ricostruzioni disponibili non identificano con certezza il responsabile dell’azione. Questo elemento è fondamentale: l’origine dei droni e le responsabilità politiche o militari non possono essere attribuite sulla base di supposizioni. Reuters ha riferito di una sequenza di episodi contro navi commerciali nelle acque prospicienti la Bulgaria durante il mese di ottobre.
La posizione geografica dell’attacco evidenzia il problema della protezione delle rotte utilizzate dal commercio internazionale in prossimità di aree di conflitto. La zona economica esclusiva non coincide con il mare territoriale e il traffico commerciale continua ad attraversare aree in cui i rischi per le unità civili possono aumentare. Per armatori, noleggiatori e assicuratori, episodi di questa natura rendono più complessa la valutazione della sicurezza dei viaggi e della continuità dei servizi. È un problema che riguarda sia l’incolumità degli equipaggi sia l’affidabilità delle catene di approvvigionamento.
Il governo bulgaro ha richiesto maggiore cooperazione per rafforzare la sicurezza marittima.







