27 ottobre 2026 – Il Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale ha approvato all’unanimità il bilancio di previsione 2027, in una seduta dedicata anche al Programma triennale dei lavori pubblici 2027–2029. Il presidente Bruno Pisano ha sottolineato la necessità di allineare le opere alle risorse effettivamente disponibili. Il programma comprende il prolungamento della banchina Taliercio a Marina di Carrara, la ricostruzione del ponte di scavalcamento della darsena Pagliari, interventi a Fossamastra e le infrastrutture necessarie ad attivare la seconda piastra intermodale nel retroporto di Santo Stefano Magra. Sono previste anche iniziative finanziate da capitali privati.
Secondo il comunicato dell’AdSP, gli investimenti programmati ammontano a 60,4 milioni di euro, dei quali 5,4 milioni a carico dei privati. La copertura pubblica farà ricorso a mutui e avanzo di amministrazione, stimato a 68,95 milioni alla fine del 2026. Il bilancio prospetta un avanzo corrente di 14,38 milioni e un utile economico stimato in 10,6 milioni. Le spese correnti al netto degli oneri finanziari sono previste in riduzione da 22,83 milioni del 2025 a 21,58 milioni del 2027. Si tratta di valori previsionali, che andranno distinti dai risultati a consuntivo.
Il quadro dei traffici contribuisce alla valutazione finanziaria: nei primi otto mesi del 2026 il porto della Spezia registra, secondo l’Autorità, container in crescita del 3,3% e passeggeri del 5%; Marina di Carrara segna merci a +6,1% e container a +8,3%. Questi indicatori non sostituiscono il dato annuale, ma spiegano perché il sistema portuale guardi a un rafforzamento della capacità di autofinanziamento. La rilevanza logistica del piano sta soprattutto nell’integrazione fra banchine, aree retroportuali e trasporto terrestre. Il coordinamento della rete ferroviaria interna allo scalo spezzino e il confronto con l’autotrasporto sono stati richiamati fra i tavoli di lavoro già avviati.
La selezione di interventi finanziabili segna una distinzione fra programmazione e realizzazione. Per le imprese portuali, la credibilità di un piano si misura nell’avanzamento delle procedure, nell’apertura dei cantieri e nell’effettiva disponibilità delle infrastrutture. Anche gli interventi retroportuali vanno considerati come parti di un sistema: senza coordinamento con i servizi ferroviari e stradali, il potenziamento di una singola area rischia di non produrre tutti i benefici attesi.
La verifica delle informazioni operative e dei successivi sviluppi resta fondamentale per distinguere i programmi annunciati dai risultati conseguiti. Per gli operatori del settore, il punto di attenzione sarà la disponibilità di dati e documenti ufficiali che consentano un confronto omogeneo nel tempo, senza confondere stime, obiettivi e consuntivi.







