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Riforma dei porti, si riapre tutto: in gioco 622 emendamenti

Riforma dei porti, si riapre tutto: in gioco 622 emendamenti

18 settembre 2026 – La partita parlamentare sulla riforma della portualità italiana torna ad allargarsi. In Commissione sono stati riammessi gli emendamenti che erano stati inizialmente esclusi dall'esame del provvedimento, riportando nel confronto un pacchetto complessivo di centinaia di proposte di modifica.

Secondo quanto emerso dall'iter parlamentare e riportato dalla stampa specializzata, il numero complessivo arriva a 622 emendamenti.

La quantità delle proposte dà la misura della complessità del confronto aperto intorno alla nuova governance portuale. Sul tavolo non c'è soltanto la costituzione di Porti d'Italia Spa, ma un ridisegno che interessa rapporti tra livello nazionale e Autorità di Sistema Portuale, concessioni, pianificazione, investimenti e funzioni dei diversi soggetti del sistema.

La riammissione non significa naturalmente approvazione delle singole modifiche. Riporta però le proposte all'interno del perimetro parlamentare nel quale potranno essere discusse e votate.

Per il settore si apre quindi una fase nella quale il testo finale potrebbe ancora modificarsi sensibilmente.

La riforma portuale è uno dei dossier più rilevanti per la logistica italiana perché interviene sull'architettura attraverso la quale vengono governati scali che movimentano merci e passeggeri e concentrano una quota consistente degli investimenti infrastrutturali nazionali.

Con 622 emendamenti nuovamente sul tavolo, la distanza tra il testo entrato in Parlamento e quello che potrebbe uscirne resta tutta da misurare.


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