11 settembre 2026 – Per la prima volta in 45 anni, Felixstowe perde la leadership del sistema container britannico. Il sorpasso arriva dall’estuario del Tamigi, dove la crescita di London Gateway e Tilbury sta modificando gli equilibri portuali del Regno Unito.
Complessivamente i terminal del Tamigi hanno movimentato circa 3,7 milioni di container, contro i 3,6 milioni passati attraverso Felixstowe.
La differenza numerica è limitata. Quella strategica molto meno. London Gateway è operativo soltanto dal 2013 ed è stato sviluppato da DP World su un’ex area industriale lungo il Tamigi. In poco più di un decennio è diventato uno dei principali competitor del porto che per generazioni ha rappresentato la porta container britannica.
A cambiare gli equilibri hanno contribuito anche le nuove alleanze armatoriali. La cooperazione Gemini tra Maersk e Hapag-Lloyd ha trasferito importanti servizi da Felixstowe verso London Gateway, provocando una redistribuzione immediata dei volumi. Secondo i dati riportati dal Times, Felixstowe avrebbe perso circa un quarto del proprio business in seguito al cambiamento.
Il porto rimane comunque il principale singolo scalo container del Regno Unito e continua a movimentare circa un terzo dei traffici nazionali. Ma London Gateway ha registrato una crescita nell’ordine di un terzo e DP World continua a investire sulla capacità.
La vicenda britannica dimostra quanto rapidamente possa cambiare la geografia portuale quando un’alleanza modifica le proprie port call. Una banchina può richiedere anni per essere costruita. A una compagnia possono bastare pochi mesi per decidere che la nave attraccherà altrove.
Ed è proprio questa la partita che London Gateway sta vincendo: non soltanto costruire capacità, ma convincere i grandi network oceanici a utilizzarla.






