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Marina d'Arechi ospita la tappa salernitana del progetto M.A.R.E

Marina d'Arechi ospita la tappa salernitana del progetto M.A.R.E

25 giugno 2026 – Marina d'Arechi ha ospitato la tappa salernitana della quinta edizione di M.A.R.E. (Marine Adventure for Research & Education), il progetto di citizen science promosso dalla Fondazione Centro Velico Caprera ETS con la collaborazione scientifica di One Ocean Foundation, finalizzato a raccogliere dati sullo stato di salute del Mediterraneo e sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della tutela dell'ambiente marino e della biodiversità. 

Marina d'Arechi accoglie per la seconda volta il progetto M.A.R.E., che conferma il valore della collaborazione tra ricerca scientifica, istituzioni, operatori del mare e cittadini nel promuovere una maggiore conoscenza degli ecosistemi marini e nel contribuire alla salvaguardia del nostro mare. I dati raccolti rappresentano uno strumento prezioso per orientare scelte sempre più consapevoli e sostenibili.

“I porti turistici rappresentano i luoghi ideali per connettere conoscenza, innovazione e sostenibilità. Marina d'Arechi ha improntato la propria azione fin dalla sua progettazione verso la responsabilità, la consapevolezza ambientale e il rispetto di una risorsa fondamentale per il nostro territorio e per le future generazioni” ha dichiarato il Presidente di Marina d'Arechi, Agostino Gallozzi. “Siamo assolutamente convinti che la tutela del mare non sia soltanto un dovere ambientale, ma anche una leva strategica per lo sviluppo economico, la competitività dei territori costieri e la crescita dell'intera Blue Economy. Investire nella conoscenza scientifica, nel monitoraggio degli ecosistemi marini e nell’educazione significa creare le condizioni per uno sviluppo duraturo, capace di generare valore, occupazione e benessere per le comunità che vivono e lavorano sul mare. Così come insegniamo le regole della navigazione e della sicurezza, dovremmo insegnare anche quelle della tutela del mare. Per questo credo che la conoscenza delle buone pratiche ambientali debba trovare spazio nei percorsi formativi per il conseguimento delle patenti nautiche, affinché ogni navigante diventi anche un custode consapevole del nostro patrimonio marino.” 

– ha concluso Gallozzi.


 


 


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