17 giugno 2026 – Matteo Catani CEO di GNV è intervenuto in occasione dell’Annual meeting di Assarmatori tenutosi a Roma in rappresentanza della società e del Gruppo MSC. Catani ha dichiarato: “Condividiamo pienamente gli obiettivi della transizione energetica e crediamo che il trasporto marittimo debba continuare a svolgere un ruolo centrale nella decarbonizzazione della logistica europea.
Per questo è fondamentale che gli strumenti regolatori siano disegnati in modo da accompagnare il cambiamento senza creare distorsioni competitive. Oggi l’applicazione dell’ETS rischia di produrre effetti non intenzionali: da un lato penalizza le Autostrade del Mare rispetto al trasporto stradale, che non è soggetto agli stessi oneri, dall’altro indebolisce la competitività dei porti europei di transhipment rispetto agli hub extra-UE, favorendo il possibile spostamento di traffici e investimenti fuori dall’Europa. Per evitare che la transizione si traduca in una perdita di competitività del sistema logistico europeo, è necessario introdurre correttivi che garantiscano condizioni di concorrenza equilibrate tra le diverse modalità di trasporto e tra gli scali europei e quelli dei Paesi terzi. La sostenibilità deve essere un fattore di crescita e sviluppo industriale, non un elemento che rischia di ridurre l’attrattività dell’Europa come piattaforma logistica globale”.
Catani ha poi aggiunto che: “La decarbonizzazione del trasporto marittimo richiede una visione industriale di lungo periodo e investimenti concreti lungo tutta la filiera energetica. Come Gruppo MSC stiamo già investendo in navi di nuova generazione e in soluzioni capaci di accompagnare il percorso verso combustibili a basse emissioni, dal LNG ai biocarburanti fino ai carburanti sintetici.
Tuttavia,
perché questa transizione possa accelerare, è indispensabile che vi sia una
disponibilità crescente di combustibili alternativi a costi competitivi. In
questo quadro, i proventi dell’ETS dovrebbero essere utilizzati come una vera
leva industriale, destinando risorse allo sviluppo delle filiere produttive dei
carburanti sintetici, alle infrastrutture portuali e alla riduzione del
differenziale di costo rispetto ai combustibili tradizionali. Solo trasformando
l’ETS da mero strumento di costo a motore di investimento sarà possibile
coniugare sostenibilità ambientale, competitività delle imprese e maggiore
autonomia energetica per l’Europa.”


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