25 maggio 2026 – Associazione Fermerci ha inviato una lettera alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai Ministri Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Tommaso Foti e Gilberto Pichetto Fratin per richiamare l’attenzione del Governo sulla grave situazione che sta attraversando il trasporto ferroviario merci italiano.
Pur guardando con attenzione alle recenti misure approvate dal Consiglio dei Ministri a sostegno dell’autotrasporto, e ritenendole meritevoli per supportare il comparto logistico nazionale, Fermerci evidenzia come il ferroviario merci continui a non ricevere adeguate misure di sostegno, nonostante una crisi che prosegue ormai dal 2022.
Secondo i dati illustrati nel Rapporto Annuale Fermerci 2026, nel 2025 il traffico ferroviario merci in Italia è sceso a circa 49,4 milioni di treni-km, con una riduzione di circa l’8% rispetto al triennio precedente. Una contrazione determinata da molteplici fattori: rallentamento industriale europeo, tensioni geopolitiche internazionali, incremento dei costi energetici, interruzioni dei valichi alpini e soprattutto gli impatti dei cantieri infrastrutturali legati all’attuazione del PNRR.
“Il settore ferroviario merci comprende pienamente l’importanza strategica degli investimenti infrastrutturali in corso – dichiara il Presidente di Fermerci, Clemente Carta – ma è evidente che il costo operativo di questa trasformazione stia ricadendo quasi interamente sulle imprese ferroviarie merci. Riduzioni di capacità, cancellazioni di tracce, deviazioni di percorso ed extracosti stanno mettendo a dura prova la tenuta economica degli operatori”.
“Il trasporto ferroviario merci – prosegue Carta – sta continuando a garantire la continuità logistica del Paese anche in condizioni estremamente penalizzanti. I treni merci si stanno fermando non per protesta, ma per consentire la realizzazione delle opere strategiche previste dal PNRR”.
Fermerci sottolinea inoltre come un eventuale ulteriore trasferimento di traffico dalla ferrovia alla strada produrrebbe inevitabili conseguenze negative anche sotto il profilo ambientale, della congestione della rete viaria, sull’aumento dell’utilizzo dei carburanti fossili, in contrasto con gli obiettivi europei di riequilibrio modale e decarbonizzazione.


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