6 marzo 2026 - Assiterminal accoglie con favore le nuove linee strategiche europee per l’industria dei porti e dei trasporti marittimi, ritenendole coerenti con le posizioni sostenute negli ultimi anni insieme a Feport. Secondo il presidente Tomaso Cognolato, lo sviluppo della portualità deve essere affrontato in una prospettiva sistemica, basata sul rafforzamento delle connessioni intermodali, su una digitalizzazione uniforme dei processi logistici, su una transizione energetica sostenibile e sulla crescita delle competenze professionali. In un contesto globale caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e da cambiamenti nei modelli economici, tali trasformazioni rappresentano un’opportunità per ripensare il ruolo dei porti all’interno delle catene logistiche internazionali.
Cognolato sottolinea inoltre che «senza connessioni non c’è sviluppo» e che è necessario partire da un’analisi approfondita della capacità operativa degli hub portuali, valutando layout, superfici disponibili, capacità delle banchine e collegamenti con le infrastrutture terrestri per comprendere il reale potenziale di movimentazione di container, merci varie, trailer, passeggeri e veicoli. Parallelamente, secondo Assiterminal, occorre avviare un confronto strutturato con industria, armatori, territori e gestori infrastrutturali, mantenendo al centro gli operatori portuali e le Autorità di Sistema, per definire strategie condivise e strumenti operativi come gli Accordi di Programma previsti nelle proposte di riforma del sistema portuale.
Per il direttore Alessandro Ferrari, la nuova impostazione europea rafforza una visione che integra competitività logistica, lavoro, transizione energetica e resilienza delle catene di approvvigionamento, in linea con l’approccio del programma europeo Global Gateway. In questo scenario, Assiterminal evidenzia l’importanza di rafforzare le partnership pubblico-private, favorire investimenti e promuovere un quadro regolatorio più semplice e uniforme.
Infine, l’associazione guarda con favore anche alla possibile revisione del sistema ETS applicato al trasporto marittimo, ritenendo necessario evitare distorsioni finanziarie che rischiano di sottrarre risorse agli investimenti strategici destinati allo sviluppo di navi e infrastrutture portuali.


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